UTE: Vita sociale nel XV e XVI secolo – La Saga dei Tudor

Con la sua lezione, la prof. Granata ci ha fatto percorrere l’evoluzione degli abiti maschili e femminili durante il Rinascimento.

Per secoli uomini e donne hanno continuato a vestire in modo simile, con lunghe tuniche, che coprivano la biancheria intima, ma a metà del Trecento si afferma tra i giovani ricchi la tendenza ad accorciare sempre di più la loro veste, coprendo le gambe con calze attillate e allacciate in vita.

Le donne invece continueranno a portare vesti lunghe fino ai piedi fino a un secolo fa.

Nel 400 gli abiti tendono a seguire la forma del corpo e particolare importanza assumono le maniche, che spesso diventano veri gioielli applicati al busto con bottoni.

Se nel 400 gli uomini non portavano barba e baffi, ma capelli lunghi, nel 500 faceva molto chic avere barbe e baffi fluenti. Sia le donne che gli uomini quando uscivano di casa usavano portare cappelli di varia foggia.

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LA SAGA DEI TUDOR – Dopo la fine della guerra dei cent’anni (con la vittoria dei Francesi capeggiati da Giovanna d’Arco), l’ Inghilterra viene sconvolta a lungo da congiure e complotti che vedono fronteggiarsi per la conquista della supremazia i Lancaster (la Rosa Rossa) e gli York (la Rosa Bianca”). Alla fine di queste lotte sale al trono Enrico VII, primo re della dinastia Tudor e si trova subito di fronte a un grosso problema: le casse dello stato sono tristemente vuote, quindi deve imporre una tassazione piuttosto pesante. Enrico VII è un calcolatore e un buon diplomatico e cerca di pacificare le famiglie nobili che si sono combattute tanto a lungo. Altro problema per lui è quello di avere un erede dalla moglie Elisabetta di York, che gli dà 7 figli, ma solo 4 sopravvivono: Artur, il primogenito che sposa la figlia del re di Spagna, ma muore ad appena 15 anni; Margaret Tudor che sposa il re scozzese Giacomo Stuart; Enrico che salirà al trono col no,e di Enrico VIII; Maria Tudor che sposa il re di Francia Luigi XII.

Oltre che un abile politico (politica matrimoniale oculata), riesce anche a risollevare le condizioni economiche del suo paese, che si fondavano principalmente sull’allevamento delle pecore, la cui lana veniva poi lavorata nelle Fiandre. Enrico allora porta in Inghilterra la filiera della lavorazione della lana e comincia così l’industria tessile inglese. Comprende che l’Inghilterra, essendo un’isola, non può non avere una potente flotta e dà quindi impulso alla costruzione di navi.

La lezione, che la prof. Alberta Sampietro ha esposto con calore e vivacità, è stata seguita dai presenti con vivo interesse; Grazie, Alberta!!

UTE: Casa di Comunita’

Il programma di oggi prevedeva una lezione su Petrarca, che non ho potuto seguire, e una lezione su un argomento di attualità che, credo, possa interessare molte persone: La Casa di Comunità.

La carenza di medici sta obbligando molte persone ad affrontare disagi notevoli quando si trova ad aver bisogno di cure e certamente non pochi hanno avuto contatto per la prima volta con la Casa di Comunità. Oggi la dr.ssa Sabrina Cattaneo, responsabile del distretto di Erba, ci ha illustrato questo nuovo modello di assistenza sanitaria.

Il COVID aveva evidenziato le carenze del nostro Servizio Sanitario Nazionale a livello territoriale e questo ha costretto il Ministero a riflettere su quanto era successo, per poter mettere in atto nuove modalità di assistenza.

Prima di tutto bisognava tenere conto di alcuni problemi : l’invecchiamento della popolazione e il conseguente aumento di malati cronici, la difficoltà di accedere ai servizi, il ricorso improprio ai servizi di Pronto Soccorso e la necessità di integrare servizi sanitari e servizi sociali.

Da questa riflessione è scaturito un nuovo modello di servizi sanitari territoriali che si sta cercando di rendere sempre più efficace con l’intento di: superare la frammentarietà dei servizi, semplificare l’accesso ai servizi stessi, prendere in carico i vari casi con approccio multidisciplinare, assicurare una maggiore assistenza domiciliare e una migliore coordinazione dei servizi.

IL DISTRETTO: è il luogo in cui si raccordano i servizi presenti sul territorio con i bisogni assistenziali della popolazione. Al distretto fanno riferimento: enti locali, ospedali per acuti e ospedali di comunità, RSA (residenze per anziani), RSD (residenze per disabilità), strutture private, medici di base, soggetti del Terzo Settore.

Il primo approccio del cittadino con la Casa di Comunità avviene nel P.U.A. (Punto Unico di Accesso – tel. 031 633 7961 dal lunedì al venerdì dalle 9 alle 12 e dalle 13:30 alle 15:30) dove un assistente sociale accoglie l’utente, che esprime le sue esigenze; l’assistente sociale, individuato il bisogno, attiva e coordina tutti i servizi adeguati a fronteggiare la situazione, contattando, se necessario, i comuni e indirizzando il cittadino verso i servizi sanitari e assistenziali idonei a prendersi cura del suo caso, ad esempio: infermieri di famiglia, assistenti sociali, medici …)

Attualmente chi è rimasto senza medico di base può rivolgersi al medico territoriale a cui si può chiedere un appuntamento telefonando dalle 9 alle 12 al numero: 031 6337926. Durante la prima visita viene redatta una cartella clinica che resta a disposizione di tutti i medici che si avvicendano in questo incarico. In caso di ammalato con grave disabilità sono previste visite domiciliari del medico e dell’infermiere.

Gli ospedali di comunità ospitano fino a 30 giorni pazienti inviati per particolari esigenze dai medici di base o dal medico territoriale o dai medici ospedalieri dopo un ricovero.

Agli ospedali per acuti si accede tramite il Pronto Soccorso.

E’ stata una lezione oltremodo utile e opportuna che ha suscitato un notevole interesse dei nostri soci, i quali vivono sulla loro pelle i gravi disagi di questo momento difficoile del nostro SSN.

Ute: La conquista dell’impero Azteco – Giovanni Boccaccio

La prof. Piccolo ci ha parlato ieri della conquista spagnola dell’impero Azteco, che prosperava nell’odierno Messico da ben 800 anni. La sua capitale, Tenochtitlan, era una splendida città, ben organizzata, costruita su un lago salino. Era collegata alla terra ferma da ponti ed era circondata da isole costruite dagli Aztechi e rese coltivabili.

Nel 1519 arrivò sulle coste messicane un manipolo di 500 uomini guidati da Hernan Cortes, uomo già esperto conoscitore delle Indie Occidentali. Era partito da Cuba e, arrivato in territorio azteco, si alleò con le popolazioni sottomesse. Il re Moctezuma, avendo avuto notizia dell’arrivo imminente di Cortes, gli inviò messaggi amichevoli e lo accolse con solennità, ma Cortes, col pretesto di un presunto complotto, arrestò l’imperatore azteco.

Dopo vicende alterne, sconfitte e vittorie, Cortes nel 1521 riuscì a conquistare definitivamente la capitale grazie anche alla superiorità tecnologica delle proprie armi e alle gravi perdite sofferte dalla popolazione locale a causa del vaiolo, approdato nel Nuovo Continente con gli Spagnoli.

Alla fine Cortes dovette registrare la morte di 100 dei suoi uomini, ma tra gli Aztechi i morti furono centomila.

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GIOVANNI BOCCACCIO – Nato a Certaldo (Fi) nel 1313, era figlio illegittimo di un ricco mercante legato alla potente banca dei Bardi. A 14 anni fu mandato a Napoli per apprendere l’arte mercantile, ma lì comprese che per sua natura era più propenso alla letteratura e alla vita mondana della corte angioina. Sono di questo periodo le sue prime opere letterarie ispirate ai temi classici e alle tradizioni popolari.

Nel 1340 ritornò a Firenze in seguito al fallimento della banca dei Bardi; qui incontrò Petrarca e e approfondì lo studio della Divina Commedia e della poesia di Petrarca. Nel 1348 scoppiò in città una terribile epidemia di peste che ispirò la sua opera più famosa : Il Decamerone.

Poesia: Cade una foglia (G. Deledda)

Cade una foglia che pare
tinta di sole, che nel cadere
ha l’iridescenza di una farfalla;
ma appena giunta a terra
Si confonde con l’ombra, già morta.

E’ bello vedere le foglie che, staccatesi dal loro albero, prendono a volteggiare nell’aria, come brandelli di luce: ti viene da pensare che racchiudano un po’ di quel sole che le ha riscaldate nella bella stagione.

Poi però cadono a terra e la realtà non si può più ignorare: quelle foglie hanno concluso il loro ciclo vitale, come accade, o accadrà, a ogni essere vivente, anche a me.

Ute:

LA CRISI DEL PAPATO E DELL’IMPERO NEL XIV SECOLO: I PAPI AD

AVIGNONE E L’IMPERO “GERMANICO” – LE ORIGINI DELLA SCIENZA MODERNA.

Nel Medioevo, Chiesa e Impero detenevano un potere sovranazionale unificante. I cittadini europei sentivano di vivere in una “Res publica christiana” in cui si sentivano uniti dal Vangelo al di là delle differenze linguistiche e dei diversi costumi. Il Papa deteneva il potere spirituale e delegava ai vari governi il potere temporale. Il Papa comunque era al di sopra dei regnanti dei vari paesi.

Nel Rinascimento questo equilibrio si incrina per la crisi della gerarchia ecclesiastica a cui si accompagna la rivendicazione di una vera autonomia da parte del potere politico. Con la scoperta dell’America, inoltre, il centro della politica mondiale non è più tra Italia e Germania, ma si sposta verso i paesi che si affacciano sull’Atlantico: Spagna, Francia, Inghilterra. La crisi tra Impero e Papato sfocia nella “cattività avignonese” che dura circa 70 anni (dal 1309 al 1377): è un periodo di prigionia del Papa in una città che non era la vera sede della Chiesa, sotto il controllo del re di Francia.

Tutti i papi eletti dopo Clemente V furono francesi e scelti direttamente dal re. 

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LE ORIGINI DELLA SCIENZA MODERNA – Nel 1543 (annus mirabilis) vengono pubblicati il libro di Copernico “De revolutionibus orbium coelestium” e “De humani corporis fabrica” di Vesalio. Con questi due testi nasce la scienza moderna, come frutto dell’Umanesimo e del Rinascimento.

L’Umanesimo esalta la dignità dell’uomo che domina l’Universo e, a differenza delle altre creature ha il libero arbitrio e può cadere in basso, ma può anche innalzarsi fino agli angeli. La teoria di Copernico mette in crisi questa visione umano-centrica perchè non è più la Terra al centro dell’universo allora conosciuto, ma c’è il Sole.

La teoria geocentrica risaliva ad Aristotele ed era sempre stata adottata dalla Chiesa, che non accettò la teoria di Copernico. Giordano Bruno che ipotizzava altri mondi oltre la Terra finì sul rogo e Galilei fu a lungo perseguitato per aver avallato la nuova visione del cosmo.

Poesia: Ottobre (V. Cardarelli)

Un tempo, era d’estate,
era a quel fuoco, a quegli ardori,
che si destava la mia fantasia.
Inclino adesso all’autunno
dal colore che inebria,
amo la stanca stagione
che ha già vendemmiato.

Niente più mi somiglia,
nulla più mi consola,
di quest’aria che odora
di mosto e di vino,
di questo vecchio sole ottobrino
che splende sulla vigne saccheggiate.

Sole d’autunno inatteso,
che splendi come in un di là,
con tenera perdizione
e vagabonda felicità,
tu ci trovi fiaccati,
vòlti al peggio e la morte nell’anima.

Ecco perché ci piaci,
vago sole superstite
che non sai dirci addio,
tornando ogni mattina
come un nuovo miracolo,
tanto più bello quanto più t’inoltri
e sei lì per spirare.

E di queste incredibili giornate
vai componendo la tua stagione
ch’è tutta una dolcissima agonia.

Con l’avanzare degli anni, il poeta sente di non amare più l’estate come un tempo, ora lo emoziona di pù l’autunno con i suoi profumi, i suoi colori e le sue atmosfere dolci e malinconiche. L’autunno è la metafora della vita: nell’età matura si raccoglie il frutto del proprio lavoro, del proprio impegno, così come si raccolgono in autunno i frutti maturati nel caldo dell’estate. Il sole in autunno, giunge ancora più gradito, perchè inatteso.

Una ricerca interessante.

Domenica prossima verrà inaugurato l’anno oratoriano e, per l’occasione, abbiamo preparato una serie di “quadri” che partendo da San Filippo Neri, passando per Don Bosco e per il card. Ferrari, ricostruiscono la storia degli oratori per poi arrivare a documentare l’attività svolta dall’oratorio di Arcellasco n negli ultimi 50 anni circa… In particolare viene documentata l’attività dei gruppi dei preadolescenti, degli adolescenti e dei giovani della parrocchia di Arcellasco.

Per arrivare a costruire questa storia, è stato necessario documentarsi: abbiamo tratto notizie e documenti da libri presi in biblioteca, da internet, dall’archivio fotografico del nostro gruppo. Alla fibe di questo lungo e impegnativo lavoro possiamo fare alcune considerazioni.

In tempi molto travagliati, san Filippo Neri (Roma era stata devastata dal saccheggio dei lanzichenecchi, lo scisma protestante) e Don Bosco (moti rivoluzionari, guerre, rivoluzione industriale senza regole) hanno saputo con l’ottimismo della fede operare per il bene della Chiesa e della società in cui vivevano. Lo hanno fatto partendo dai giovani, perché, in tempi di crisi, sono loro i più fragili, ma é da loro che dipende la possibilità di cambiare il mondo, di renderlo più vivibile e più giusto.

Anche noi viviamo tempi molto difficili: si sta verificando un cambiamento epocale che mette in discussione ogni nostra sicurezza. Questo non ci deve vedere rassegnati e nostalgici, ma dobbiamo, come ci hanno insegnato San Filippo Neri e San Giovanni Bosco, aver cura dei nostri giovani, infondere in loro speranza, amore per la vita e fiducia nel futuro ed è questo che noi come comunità parrocchiale intendiamo fare nel nostro oratorio. Le famiglie pertanto devono sapere che, nelle tante persone che vi operano, possono trovare degli alleati e un valido aiuto per l’educazione dei propri figli.

Cara Giorgia, ….

Cara Giorgia,

forse, ma non ne sono sicura, non mi sarà addebitata sul conto corrente la tassa di circolazione per l’anno prossimo e ti ringrazio, ma non credo che questo cambierà la vita nè a me né a nessun altro; tuttavia questo provvedimento costerà allo Stato circa due miliardi e mezzo di euro ( che non sono noccioline…).

Perchè non spendere questi soldi sulla sanità pubblica? Perchè non rendere più appetibili gli stipendi dei sanitari (medici e infermieri) in modo da fermare la fuga verso il privato o addirittura verso paesi stranieri (leggi Svizzera, qui da noi)?

Io e tantissimi altri, come me, siamo ogni giorno alle prese con la difficoltà di ottenere un appuntamento per una visita specialistica e quando ci riesci devi però aspettare anche più di un anno … e quindi, se puoi pagare, ti rivolgi al privato con una spesa che supera di gran lunga il costo del bollo auto; se non puoi pagare, rinunci a curarti e aspetti che il tuo destino si compia…

Ma certamente, se si facesse la scelta di rendere più efficiente la sanità pubblica, potrebbero risentirne le strutture private e qualche amico potrebbe offendersi…

Invece regalando alle famiglie il bollo auto, c’ è la speranza fondata che gli Italiani ricambino la cortesia in cabina elettorale, vero Giorgia? Ma io non sarò tra costoro.

Con rassegnazione porgo i miei saluti.

Diana