Schiavitù.

Non posso accettare di essere diventata complice di questi orrori:  i trafficanti di uomini  vengono pagati con i soldi anche miei !! Non possiamo fare finta di non sapere quello che accade.

La schiavitù moderna (che esiste anche in Italia e non solo in Libia) è uno scandalo peggiore di quella praticata anticamente: è la negazione di tutto ciò che proclamiamo nelle nostre leggi, nelle nostre Costituzioni, scritte dopo la Rivoluzione Francese, è la negazione delle tante Dichiarazioni dei diritti dell’uomo e del cittadino fiorite negli ultimi secoli ….parole dettate da nobili ideali, ma che ora appaiono solo espressione di una grande, terribile ipocrisia.

UTE: microbioma e microbiota (sintesi di A. D’Albis)- Il Pantheon dentro di noi

Il professor Sassi ci parla oggi dei microbi e dei batteri che si trovano nel nostro corpo. Ci dice che ogni persona è circondata da una nuvola di batteri assolutamente personale e univoca, che nessun altro al mondo ha. I batteri sono l’asse portante della vita sulla terra e anche del nostro corpo.

Essendo i gruppi di batteri che ricoprono il nostro corpo unici, sono come le impronte digitali, ci contraddistinguono e possono aiutarci a comprendere di più noi stessi.

microbiota-intestinaleIl docente passa, poi, a parlare del MICROBIOTA INTESTINALE. Esso è l’insieme di migliaia di microorganismi: batteri, funghi, virus e protozoi che si trovano nel nostro intestino e sono essenziali allo sviluppo del sistema immunitario.  Il Microbiota intestinale pesa circa 1KG e mezzo ed è composto da 500 specie di batteri diverse tra loro, divise in 45 generi e 14 famiglie. Alcune di queste famiglie sono utilissime perché aumentano la capacità dell’organismo di metabolizzare i carboidrati, altre possono diventare nocive. Continue reading “UTE: microbioma e microbiota (sintesi di A. D’Albis)- Il Pantheon dentro di noi”

Una canzone per tutte le donne: Respect.

Anche ieri i giornali hanno riportato la notizia di altri due femminicidi: è una vera strage! Ho sentito alla radio La canzone “Respect” cantata da Aretha Franklin, come dedica alle donne per questo 8 marzo e faccio mia questa idea: le donne devono pretendere rispetto, che, si direbbe oggi, è il minimo sindacale in un rapporto di coppia.

Ecco qui di seguito il testo. Aretha chiede solo un po’ di rispetto al suo uomo quando rientra a casa, solo un po’ di rispetto o lei se ne andrà. Rispetto, dice ancora la canzone, è PRENDERSI CURA.

oo) What you want
(oo) Baby, I got
(oo) What you need
(oo) Do you know I got it?
(oo) All I’m askin’
(oo) Is for a little respect when you come home (just a little bit)
Hey baby (just a little bit) when you get home
(just a little bit) mister (just a little bit)

I ain’t gonna do you wrong while you’re gone
Ain’t gonna do you wrong (oo) ‘cause I don’t wanna (oo)
All I’m askin’ (oo)
Is for a little respect when you come home (just a little bit)
Baby (just a little bit) when you get home (just a little bit)
Yeah (just a little bit)

I’m about to give you all of my money
And all I’m askin’ in return, honey
Is to give me my profits
When you get home (just a, just a, just a, just a)
Yeah baby (just a, just a, just a, just a)
When you get home (just a little bit)
Yeah (just a little bit)

Ooo, your kisses (oo)
Sweeter than honey (oo)
And guess what? (oo)
So is my money (oo)
All I want you to do (oo) for me
Is give it to me when you get home (re, re, re ,re)
Yeah baby (re, re, re ,re)
Whip it to me (respect, just a little bit)
When you get home, now (just a little bit)

R-E-S-P-E-C-T
Find out what it means to me
R-E-S-P-E-C-T
Take care, TCB
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UTE: Vita delle parole: MODUS – La conquista della Luna (sintesi di Angela D’Albis)

Oggi la professoressa Elena Meggetto ci fa un discorso sulla lingua, soffermandosi su quella usata oggi.

Sottolinea che la lingua esprime l’identità di una persona, di un gruppo o di una nazione e che le varie lingue costituiscono una rete di connessioni e non di divisioni.

Attraverso la lingua ci rendiamo conto di come eravamo ieri, di come siamo oggi e di come saremo domani.

Oggi, sottolinea la docente, purtroppo c’è un ritorno alla “retorica” (scrivere o parlare, o anche agire, ricercando l’effetto con l’adesione ai più banali luoghi comuni), che serve a coprire il vuoto di significati.

C’è un uso sbagliato della punteggiatura, che spesso viene ignorata, e un abuso dei simboli nei messaggi che inviamo da computer, tablet o smartphone. Continue reading “UTE: Vita delle parole: MODUS – La conquista della Luna (sintesi di Angela D’Albis)”

Poesia: La pioggerellina di marzo.

Marzo ci sta portando la tanto attesa pioggia. Tutto era secco e arido, i fiori stentavano a fiorire, ma ora scende leggera, tranquilla una leggera pioggerella, una pioggerella gentile come quella della famosa poesia  che credo tutti abbiamo studiato alle elementari … eccola qui di seguito nella sua versione integrale.

LA PIOGGERELLINA DI MARZO ( di A. S. Novaro)

Che dice la pioggerellina
di marzo, che picchia argentina       la-pioggia-di-marzo
sui tegoli vecchi
del tetto, sui bruscoli secchi
dell’orto, sul fico e sul moro
ornati di gèmmule d’oro?

Passata è l’uggiosa invernata,
passata, passata!
Di fuor dalla nuvola nera,
di fuor dalla nuvola bigia
che in cielo si pigia,
domani uscirà Primavera
guernita di gemme e di gale,
di lucido sole,
di fresche viole,
di primule rosse, di battiti d’ale,
di nidi,
di gridi,
di rondini, ed anche
di stelle di mandorlo, bianche…

Che dice la pioggerellina
di marzo, che picchia argentina
sui tegoli vecchi
del tetto, sui bruscoli secchi
dell’orto, sul fico e sul moro
ornati di gèmmule d’oro?

Ciò canta, ciò dice:
e il cuor che l’ascolta è felice.
Che dice la pioggerellina
di marzo, che picchia argentina
sui tegoli vecchi
del tetto, sui bruscoli secchi
dell’orto.

UTE: Lucrezia Borgia.

Oggi all’Ute c’è stato un cambiamento di programma resosi necessario all’ultimo momento per indisposizione della dr.ssa Todaro, cui vanno i migliori auguri di pronta guarigione.

A sostiruirla è intervenuta la prof. Alberta Chiesa, che ci ha parlato di Lucrezia Borgia, una donna maltrattata dagli storici molto più di quanto meritasse.

lucrezia_borgiaLa sua disgrazia è stata quella di nascere da una relazione clandestina e scandalosa tra Papa Alessandro VI e Vannozza Cattanei. La piccola Lucrezia ha vissuto serenamente i suoi primi anni di vita protetta dall’amore materno, ma ad appena dieci anni fu portata a vivere alla Corte Papale, che era allora un covo di vipere, teatro dei più orrendi misfatti.

Suo padre e suo fratello, Cesare Borgia, detto il Valentino, fecero di lei un oggetto di scambio per instaurare rapporti politici utili ad allacciare alleanze con le famiglie più potenti del momento. Fu così costretta a un primo matrimonio all’età di appena 13 anni, ma suo marito fu ben presto ucciso quando si prospettò la possibilità di un matrimonio più vantaggioso; ma anche il secondo marito fu fatto uccidere e Lucrezia, che lo amava teneramente, cominciò ad odiare il padre e il fratello e desiderò di allontanarsi da Roma.

L’Occasione si presentò quando potè arrivare a Ferrara come sposa di Alfonso d’Este. Qui essa potè mostrare la sua vera natura: si accattivò con la sua gentilezza e generosità la stima e l’affetto dei suoi concittadini, protesse artisti di grande valore (tra cui l’Ariosto), resse con saggezza il ducato in assenza del marito e alla fine della sua vita si fece Terziaria Francescana e si diede ad opere di carità.

Lucrezia è stata una figura di donna importante ai suoi tempi e forse non ha del tutto meritato la  cattiva fama, che la storia le ha riservato.

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Nella seconda ora, che non si è potuto occupare con una lezione tradizionale, è stata impiegata per illustrare  ai soci presenti il nuovo sito e le pagine facebook dedicate alla nostra UTE, con particolare attenzione alle possibilità di interazione che esse offrono per una migliore comunicazione tra le componenti dell’Associazione. La nostra Presidente poi ha parlato delle tante iniziative e proposte che si stanno programmando per il prosieguo dell’Anno Accademico.

Pomeriggio in biblioteca: dal libro al film.

Giovedì pomeriggio in biblioteca comunale: Don Ivano Colombo ci ha guidato a scoprire analogie e differenze tra la novella di Pirandello “La giara” e la sua trasposizione cinematografica ad opera dei fratelli Taviani.

La proiezione del filmato è stato preceduto da una presentazione di Pirandello, scittore di romanzi, novelle e pièces teatrali di grande successo. La sua cultura risente dell’influenza della cultura greca e inoltre  si rifà alla corrente filosofica della fenomenologia tedesca.

A questa breve premessa è seguita una lettura davvero avvincente della novella “La Giara”, la cui prosa è talmente efficace da far vivere i personaggi come in una rappresentazione teatrale: è tipico della cultura siciliana questo gusto della teatralità. Don Ivano è riuscito a far rivivere in quella sala della biblioteca un Don Lollò sanguigno e grottesco ad un tempo.

Con la visione dell’opera dei fratelli Taviani abbiamo poi potuto apprezzare la recitazione di  Franco Franchi e di Ciccio Ingrassia non nelle solite vesti di giullari, ma in quelle  di attori impegnati nel rendere al meglio, riuscendoci, i due protagonisti della novella pirandelliana.

I fratelli Taviani si sono attenuti al testo nel rendere bene l’atmosfera della masseria di don Lollò, ma hanno aggiunto un loro tocco personale che ha messo in luce l’asservimento delle donne e dei lavoratori nella Sicilia del latifondo.