Film: Ferrari.

Sono andata con mio nipote Davide a vedere il film che racconta un momento cruciale della vita di Enzo Ferrari e della sua impresa.

E’ così che ho saputo di come questo geniale imprenditore avesse una doppia vita: era infatti sposato con  Laura (interpretata da Penelope Cruz) sua socia nell’azienda di famiglia, ma aveva da molti anni una relazione con Lina, dalla quale aveva avuto anche un figlio, non riconosciuto proprio per non rendere ufficiale questa relazione. I rapporti con la moglie erano molto tesi e certamente erano stati compromessi anche dalla morte del figlio Dino affetto da distrofia.

L’ossessione per le corse e per la velocità, faceva mettere in sottordine anche la vita stessa dei piloti e nel film viene ricordato Castellotti, morto durante una sessione di prove in cui si doveva battere il record stabilito da una macchina Maserati.

Gran parte del film viene poi dedicato all’ultima Mille Miglia: la strage di spettatori ai bordi della strada, causata dallo sbandamento di una “ferrari” fa capire a tutti l’assurdità di consentire gare di velocità su strade normali.

La vittoria in questa gara consentirà a Ferrari di poter trattare in condizioni migliori un accordo con possibili finanziatori.

Questo film mi ha dato l’occasione per ritrovare volti, nomi e avvenimenti che ricordavo, ma mio nipote si è molto annoiato: troppe sequenze di gara!!

Cattedrali del silenzio.

Mi hanno particolarmente colpito le parole che seguono, pronunciate da Papa Francesco nel primo Angelus del 2024, prendendo spunto da una poesia di D. M. Turoldo:

“Vergine, cattedrale del Silenzio / tu porti la nostra carne in paradiso / e Dio nella carne”. “Ma anche le nostre mamme, con la loro cura nascosta, con la loro premura, sono spesso magnifiche cattedrali del silenzio”, ha attualizzato Francesco: “Ci mettono al mondo e poi continuano a seguirci, tante volte inosservate, perché noi possiamo crescere. Ricordiamoci questo: l’amore non soffoca mai, l’amore fa spazio all’altro e lo fa crescere”.

Quante volte una mamma ritiene più importante tacere che parlare!! Le parole in certi casi possono ferire, creare divisioni, allontanare, lacerare rapporti fragili e allora meglio tacere e affidare a Chi tutto può le proprie pene, i timori laceranti e credere fermamente che tutto, un giorno, avrà un senso.

Grande, Papa Francesco!!!

 

Era un 1 gennaio…

Non so perché certi ricordi rimangano impressi nella mente anche se non sono legati a eventi di particolare interesse.

Ricordo che nevicava da parecchie ore; c’era tanta neve a ricoprire il cortile e continuava a nevicare abbondantemente: sarebbe stato inutile cominciare a spalare e mio padre era in casa a godersi il caldo della stufa accesa da mia madre di buonora…

Era mattina e a un certo punto arrivò un collega di mio padre (erano entrambi venditori ambulanti) avvolto nel suo tabarro carico di fiocchi di neve.  Mio padre lo accolse festosamente e lo invitò a entrare nella stanza che faceva da cucina e da soggiorno. Si sedettero al tavolo accanto alla stufa e lì sorseggiarono un bicchierino di vermouth o di grappa discorrendo quietamente di problemi di lavoro non senza intervallare i loro discorsi con battute di spirito e risate allegre. Io intanto stavo incollata alla finestra a vedere la neve che cadeva quieta e silenziosa.

Poi non ricordo altro. Eppure quell’immagine di due vecchi amici in serena compagnia mi ritorna alla mente ogni anno nel primo giorno di gennaio.  Forse quella è stata  la prima volta che mi rendevo conto che quel giorno segnava l’inizio di un nuovo anno e tutto quello che accadeva assumeva per me un carattere di straordinarietà.