Che nidiata!

paperelle 10Foto da Diana CatellaniNel giardino di una cara amica, che abita poco distante da qui, qualche tempo fa, un’anatra selvatica ha trovato il posto ideale per il  nido in cui covare le sue uova ed è stato con grande sorpresa che un giorno la mia amica ha  visto passeggiare sul suo prato mamma papera con ben dieci paperelle che la seguivano cercando di mantenere il suo passo.
Le piogge di questo mese di giugno hanno fatto ricomparire il laghetto “fantasma” al di là del giardino condominiale.  Mamma papera deve aver sentito l’odore dell’acqua e coraggiosamente, ha guidato i suoi dieci cuccioli fino al  laghetto, forse approfittando delle prime luci dell’alba, quando le strade sono ancora deserte.

Ora mamma papera e i suoi cuccioli sono stati avvistati più volte sulle acque basse e melmose del laghetto in cui probabilmente riescono a trovare cibo abbondante.

Ora speriamo che il laghetto non si asciughi troppo in fretta per dare tempo ai cuccioli di imparare a volare verso i laghi dei dintorni.

(Aggiungo che di notte il laghetto è popolato da rane molto ciarliere e questo forse spiega la scarsa presenza di zanzare, rispetto agli anni scorsi)

Non è fata Morgana, peccato!

E sono arrivate le tanto attese disposizioni ministeriali per la riapertura delle scuole a settembre…..Forse operatori scolastici, genitori e studenti si aspettavano che la ministra, con una serie di formule magiche, riuscisse a risolvere tutti i problemi posti dalla necessità di mantenere distanze di sicurezza e condizioni igieniche nelle nostre scuole.

Forse molti pensavano che bastasse il suo “verbo” a trasformare gli edifici scolastici (molti vecchissimi se non fatiscenti) in moderne strutture con aule spaziose, ampi spazi verdi, classi ridotte a 10/12 alunni…

I presidi protestano perchè a loro viene lasciata la responsabilità di organizzare le lezioni in base alla situazione oggettiva di ogni singola scuola, ma come avrebbe potuto la ministra emanare norme adatte ad ogni singolo caso?

Questa ministra non mi è molto simpatica, ma è certo che deve affrontare situazioni del tutto inedite in un quadro generale complicatissimo: tutti le stanno tirando le pietre addosso, ma qualunque cosa avesse detto avrebbe ottenuto le stesse reazioni.

Profumi di giugno.

caprifoglioHo camminato per le vie della città sul far della sera….

Ero accompagnata dai profumi che si sprigionavano  ora dalle siepi di caprifoglio piene di fiori, ora dalle chiome fastose dei tigli.

tiglio fioriSono profumi che mi riportano indietro nel tempo e fanno rivivere momenti lontani e dolcissimi.

Criminalità e ciclo dei rifiuti. (videoconferenza)

Oggi pomeriggio una videoconferenza organizzata da Legambiente di Como e Libera aveva come tema  “Criminalità ambientale e ciclo dei rifiuti” . I relatori erano : Barbara Meggetto, presidente di Legambiente Lombardia, il magistrato Giuseppe Battarino, Adriano Cati ed Elisa Nava  di ARPA-Lombardia, Monica Forte della commissione antimafia della Regione Lombardia, Chiara Braga, membro della commissione parlamentare ecomafie.

Purtroppo  mi sono persa i primi interventi nei quali venivano comunicati dati statistici sulla penetrazione della criminalità  nel settore dello smaltimento dei rifiuti, però nel corso della conferenza si è potuto ben comprendere che il fenomeno è rilevante e le imprese sane subiscono  danni di una concorrenza sleale da quelle che non rispettano le regole. In questo momento in cui il mondo produttivo tenta la ripartenza,  l’economia circolare è il cardine della ripresa economica.

Adriano Cati ha spiegato la funzione dell’ARPA ; in conformità con le leggi nazionali e regionali effettua controlli sull’operato delle aziende, concede autorizzazioni per lo smaltimento dei rifiuti e gestisce ed aggiorna continuamente le banche dati  sulla loro gestione. Per una efficace lotta alle ecomafie è indispensabile la tracciabilità dei rifiuti.

Chiara Braga  ha  ricordato che la commissione parlamentare antimafia indaga da tempo sugli abusi ambientali e ne ha portato molti allo scoperto . Gli incendi in depositi, abusivi o anche autorizzati, sono aumentati notevolmente in questi ultimi anni, in corrispondenza con la diminuzione del traffico di rifiuti che portava da Nord  a Sud  i residui tossici delle industrie settentrionali. Non tutti gli incendi tuttavia sono da ascrivere a criminalità mafiosa: a volte sono le lacune del sistema a portare alla ricerca di una soluzione più facile. Il lavoro della commissione parlamentare ha consentito di delineare il profilo del problema e di approvare leggi più adeguate a rispondere alla necessità di proteggere l’ambiente.

Cati  ha fatto rilevare che, in un momento di grave crisi come questo, molte aziende potrebbero cedere alla tentazione di trovare soluzioni facili e sbrigative, per questo ARPA effettuerà un sondaggio per rilevare le loro necessità e sta drone per controllare il territorioattuando un aumento del personale per intensificare i controlli, favoriti questi anche dall’utilizzo di nuove tecnologie, come satelliti, elicotteri e droni per il monitoraggio del territorio. I cittadini che accertano comportamenti abusivi devono riferire alle amministrazioni comunali che provvederanno a  riferire ad ARPA.

Il magistrato Battarino ha informato che ultimamente si investe di più nella prevenzione e che sono diminuiti i comportamenti illegali, perchè c’è una maggiore sensibilità, ma è necessario diminuire il volume dei rifiuti.

Meggetto nel suo secondo intervento ha rimarcato l’importanza del volontariato per la segnalazione degli abusi e la necessità di potenziare gli impianti di smaltimento.

Monica Forte, interrogata sull’accordo Lombardia-Canton Ticino, ha fatto rilevare che esso è nettamente a svantaggio della nostra regione.  Proseguendo ha ribadito che non è più rinviabile la tracciabilità dei rifiuti e visto che possediamo la tecnologia per andare su Marte, possiamo certo disporre dei mezzi tecnologici per controllare la filiera dei rifiuti. E’ importante comunque anche la cooperazione tra diversi enti dello stato per ottimizzare risorse e competenze per monitorare il sistema con cui le ecomafie riescono a permeare anche le attività legali, soprattutto in periodi di emergenza come quello attuale.

Chiara Braga ha poi concluso la lunga videoconferenza (due ore e mezzo) ribadendo che la soluzione del problema  si troverà solo nella collaborazione tra economia legale, associazionismo e autorità. Prossimamente  nuove normative prolungheranno la vita dei prodotti, portando una vera rivoluzione nel mondo della produzione; infine sarà indispensabile utilizzare al meglio le risorse che il governo nazionale e la Comunità Europea  metteranno a disposizione del mondo produttivo.

 

Rosa canina.

E’ nata qualche anno fa tra le piante di alloro della siepe, certamente portata lì da qualche merlo.

Ora è diventata una bella pianta e puntualmente fiorisce a maggio, come si conviene alle rose. Ma lei è una rosa speciale: la chiamano rosa selvatica, ma a me piace di più dire “spontanea” .  Ogni anno la guardo meravigliata: è la rosa più antica, quella da cui sono derivate tutte le altre specie di rose, che ora mostrano le loro fioriture maestose. Lei no, è rimasta la semplice rosellina di milioni di anni fa, ed è riuscita ad arrivare fino a noi, sempre uguale, sempre semplice e immutabile e generosa con gli insetti che la visitano in cerca di cibo.

Guardarla è per me come tornare col pensiero alle origini della vita.

All-focus
All-focus

Come si può vivere sani in un mondo malato?

“Come si può pretendere di vivere sani in un mondo malato?”

Queste sono parole di Papa Francesco, pronunciate venerdì scorso in quella Piazza S. Pietro vuota e battuta dalla pioggia, che pareva proprio un pianto del creato sulle sofferenze di una Terra che per troppo tempo abbiamo maltrattato e che ora sta reagendo in modo terribile.

Quando l’epidemia da coronavirus sarà alle nostre spalle non dovremo più compiere gli stessi errori e dovremo ricordare che noi siamo parte della natura e che abbiamo il dovere di custodirla così come si dice in questa canzone

Poesia: Nuove melodie (Emily Dickinson)

Mia mamma lo chiamava “l’uslen dal fred” (l’uccellino del freddo) ed è vero: i pettirossi si fanno vedere solo in inverno, o all’inizio della primavera, quando faticano a trovare cibo e devono avvicinarsi alle case.  Qui nel mio orto li vedo appoggiarsi sulla recinzione, con le piume gonfie e arruffate, guardare sospettosi verso la casa e scendere con un breve volo sul praticello, per poi volare via in un breve frullo d’ali.

Ecco cosa scrive Emily Dickinson in proposito (da “Poesie sull’albero”)

NUOVE MELODIE

I have a Bird in spring
Which for myself doth sing—pettiroso__rudzik2
The spring decoys.
And as the summer nears —
And as the Rose appears,
Robin is gone.

Yet do I not repine
Knowing that Bird of mine
Though flown —
Leareth beyond the sea
Melody new for me
And will return.

Traduzione di Valentina Meloni

In primavera un uccello arriva
e per me sola innalza un canto —
Primavera chiama.
E non appena l’estate è vicina —
e la Rosa appare
Pettirosso se ne va.

Eppure non mi lamento
pur sapendo le sue ali
esser volate altrove —
di là dal mare apprende
melodie che non conosco
e so che tornerà.

Poesia: il vento portò da lontano…. (Aleksandr BloK)

E anche quest’ anno è arrivata la primavera: le ordinanze governative non hanno potuto nulla contro la sua ostinazione a voler risvegliare il mondo come sempre, come se nulla di tragico stesse accadendo.

Nella poesia che copio-incollo qua sotto, il poeta, Alexandr Blok, è triste, come lo siamo noi oggi: le sue corde cupe e profonde piangono, nel suo cuore è ancora inverno, ma il vento che porta un canto di uccelli e apre uno squarcio d’azzurro intenso nel cielo parla di speranza…. speriamo anche noi  che questa primavera possa portare il sereno nei nostri cuori, oltre che nei nostri cieli.

primavera di BotticelliIl vento portò da lontano
l’accenno di un canto primaverile,
chissà dove, lucido e profondo
si aprì un pezzetto di cielo.
In questo azzurro smisurato,
fra barlumi della vicina primavera
piangevano burrasche invernali,
si libravano sogni stellati.
Timide, cupe e profonde
piangevano le mie corde.
Il vento portò da lontano
le sue squillanti canzoni.