La fame uccide più del COVID

Un rapporto pubblicato da OXfam denuncia che la fame sta uccidendo più persone di quante non ne faccia morire il COVID. Pertanto l’emergenza principale a livello globale è rappresentata dalla malnutrizione, spesso usata come arma di guerra. Come si può battere la fame?

Ecco quanto si legge nel rapporto Oxfam.

Il COVID colpisce molto democraticamente anche i paesi ricchi che si sono rapidamente rimboccate le maniche e hanno trovato subito un rimedio…. La fame invece colpisce i paesi più poveri o paesi resi poveri dalle guerre e da politiche ingiuste nella distribuzione delle ricchezze e delle risorse, per questo  non scandalizza nessuno.

In Val Seriana.

Danza macabra
Danza macabra

Era il febbraio 2020 e tutto era ormai pronto per il pellegrinaggio da tempo programmato e a lungo preparato con cura. La meta prescelta era la Val Seriana, che, proprio pochi giorni prima della data che avevamo fissato, venne dichiarata zona rossa  e divenne in pochi giorni il focolaio più tragico della prima ondata della pandemia.

Il pellegrinaggio fu forzatamente sospeso e rinviato a data da destinarsi. Ieri, siamo andati a fare un sopralluogo con la speranza di poter realizzare il nostro progetto alla fine dell’estate o all’inizio dell’autunno.

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Siamo arrivati  a Clusone che era ancora abbastanza presto e ci siamo recati nella Basilica dell’Assunta: è una chiesa barocca  molto bella, arricchita da molti affreschi e altari di gran pregio; sorprende  il portone, realizzato recentemente in una sola colata di ottone. L’Oratorio dei Disciplini ci attrae con le famose immagini della “Danza macabra” che celebra la democraticità della morte e la gioia della vita ultraterrena

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In attesa che si aprisse il museo della basilica, abbiamo fatto una passeggiata per le vie della cittadina: abbiamo ammirato l’orologio medioevale che funziona con un meccanismo di pesi e contrappesi assimilabile al pendolo e le belle vie del centro storico, rallegrate dai tanti ombrellini appesi in alto tra gli edifici. Il museo comprende un’antica chiesetta decorata da affreschi di notevole bellezza

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Siamo poi andati al Santuario di S. Patrizio a Colzate: una struttura possente posta su uno sperone roccioso battuto dal vento; dal porticato che lo circonda l’occhio spazia sulla vallata sottostante e la vista è molto piacevole.  Scesi a Vertova ci siamo fermati in un ristorante, dove a prezzi veramente modici abbiamo gustato un pranzo semplice, ma gustoso e cucinato con cura.

Restava l’ultima tappa: Lallio, ma avevamo letto su internet che il santuario di San Bernardino da Siena, verso cui ci stavamo dirigendo, sarebbe stato aperto solo a metà pomeriggio, tuttavia ci siamo fermati rassegnati a vederlo almeno all’esterno. Ma ecco la nostra buona stella ha voluto che la chiesa fosse aperta per i preparativi di un matrimonio e questo ci ha consentito di ammirare quella chiesetta, restaurata con molto impegno e dedizione dai membri di un’associazione e il risultato è veramente ammirevole.

Ovunque si respirava la voglia di riprendere con slancio e con coraggio la vita di sempre, lasciandosi alle spalle i giorni terribili della pandemia.

Ute: Le orchidee spontanee del Triangolo Lariano (e altri gioielli botanici) -dr. D. Sassi

Non poteva esserci miglior conclusione dell’Anno Accademico: con il dr. Sassi abbiamo scoperto le meraviglie botaniche del Triangolo Lariano.

Il nostro docente ci ha prima fatto notare la differenza tra un giardino o un parco artificiale, dove l’uomo accosta varietà diverse di fiori tenendo ben presente l’effetto estetico che si può ottenere dall’accostamento di colori e forme diverse, e un ambiente naturale in cui i fiori crescono là dove trovano le migliori condizioni per svilupparsi e quindi bisogna andare a cercarli osservando con pazienza e attenzione prati e rocce.

Il Triangolo Lariano è un territorio particolarmente ricco di specie che non è possibile trovare altrove.

Dopo questo breve preambolo il dr. Sassi ci ha proiettato una serie di fotografie di fiori forse poco appariscenti, ma molto preziosi per la loro singolarità; alcuni sono stati usati per secoli per ricavarne medicamenti, altri sono velenosi, altri sono commestibili.

Abbiamo potuto ammirare più di 50 specie di fiori, ma sono molto di più quelle che impreziosiscono i prati delle nostre montagne.

Chissà se potremo andare ad ammirarle direttamente facendo insieme qualche escursione nei dintorni… Speriamo.

Grazie dr. Sassi!

Aquilegia vulgaris
Aquilegia vulgaris
Campanula raineri
Campanula raineri
Primula auricola
Primula auricola
Potentilla caulescens : vive sulle rocce.
Potentilla caulescens : vive sulle rocce.

UTE: geologia (dr. Sassi)

Riprendendo il discorso interrotto nella lezione precedente, il dr. Sassi prende le mosse ancora dalla teoria di Wegener sulla geologia evolutiva che prospetta l’esistenza di un unico continente originario, la Pangea di 300 milioni di anni fa, poi “frantumato” in diverse placche all’inizio del Mesozoico (250 milioni di anni fa).

terraDagli studi sulla forza di gravità si è potuto dedurre che la parte più intern, il mantello arriva della Terra deve essere molto più densa della crosta esterna del nostro pianeta; del resto le nostre perforazioni arrivano al massimo ai 7 Km. , un nulla in confronto ai 6mila Km del raggio terrestre. Anche i terremoti consentendo di studiare la deviazione delle onde sismiche,  dovuta alla diversa densità degli strati interni della Terra, ci danno utili informazioni sulla sua conformazione. Come si vede nell’immagine qui sopra, la crosta esterna è molto sottile (appena 35 Km.), il mantello (rocce fluide) misura circa 2900 Km e il nucleo (interno+esterno) oltre 3000 Km.

Man mano che ci si avvicina al centro della Terra la temperatura aumenta, ma in modo diverso: nei primi strati aumenta molto velocemente poi con un andamento molto più lento fino ad arrivare a 4000/5000 gradi. Questo ci dice che al centro della Terra c’è una sorgente che continua a produrre calore (e da qui deve essere nata l’idea dell’Inferno che doveva essere sotto terra): essa è la radioattività che produce energia nucleare.

le dorsali oceaniche in cui si originano le forze che premono sulle placche
le dorsali oceaniche in cui si originano le forze che premono sulle placche

A pochi km. di profondità le rocce sono fuse, quindi le placche esterne della crosta terrestre galleggiano e si spostano più o meno lentamente e il loro movimento viene originato a partire dalle dorsali oceaniche (imponenti catene montuose che si trovano sul fondo degli Oceani). I movimenti più rapidi si verificano tra la placca dell’Oceano Pacifico (che comprende l’Australia e la placca Nasca (alla sua destra).

Dai movimenti delle placche vengono originate le catene montuose, i terremoti e i fenomeni vulcanici.

Il continente africano viene spinto verso nord e questo ha dato origine alla quasi ininterrotta sequenza di catene montuose che parte dalle Alpi fino ad arrivare agli estremi del continente asiatico.

Nella prossima lezione, il dr. Sassi ci racconterà come tutto questo abbia determinato le particolari caratteristiche del nostro territorio.

Grazie, dr. Sassi! Aspettiamo la continuazione di questa interessante lezione.

Sorella acqua.

…. Laudato si’, mi’ Signore, per sor’aqua,

la quale è multo utile et humile et pretiosa et casta… (Cantico delle creature)

 

terra-acqua (1)Milena Gabanelli in questo video racconta una proposta di investimenti, nell’ambito del Recovery Plan, che viene dal mondo dell’agricoltura per sfruttare l’acqua piovana e farla diventare sia una risorsa in periodi di siccità, sia una fonte di energia idroelettrica pulita. La realizzazione di questa proposta comporterebbe anche la creazione di molti posti di lavoro e questo non è un aspetto da trascurare di questi tempi.

Mi sembra un’ ottima idea: va nella direzione giusta, visto che è  da tempo universalmente accettato il fatto che l’acqua sarà sempre più in futuro un problema  anche nel nostro paese.

Dovremmo rendercene conto tutti e contribuire tutti in ogni modo a non sprecare un bene così prezioso; dovremmo capire che non  sarà più così scontato averla a disposizione senza limiti come è stato fino ad ora.

Io, per quel che posso, mi sto già attrezzando: ho riflettuto che anche nella mia cucina sprecavo molta acqua che poteva benissimo essere riutilizzata e ho deciso di cambiare le mie abitudini.

Ho acquistato una bacinella di plastica di dimensioni tali  da poter entrare nel lavandino della cucina e quando lavo la verdura o la frutta,  quando mi capita di sciacquare un attimo le mani sena usare il sapone, o quando lavo la caffettiera, recupero l’acqua che altrimenti andrebbe sprecata finendo direttamente nello scarico e la utilizzo per annaffiare orto e giardino.

Certo il mio risparmio influisce solo minimamente sulla mia bolletta dell’acqua e non ha certo ripercussioni  sull’andamento generale del consumo idrico, ma, se tutti provassimo a limitare gli sprechi, certamente ne gioverebbe tutto l’ambiente.

Dopo la pioggia di Aprile.

prato fioritoE’ tornato il sereno e il vento, ora più calmo, scuote appena le fronde degli alberi e fa ondeggiare l’erba alta dei prati.

La pioggia di ieri ha lustrato i petali dei fiori e i loro colori ora splendono al sole per la gioia di api e farfalle. (D.C)

 

Angoscia.

Sono giorni di angoscia, giorni in cui la gente intorno a me muore …ogni volta che squilla il telefono, mi balza in mente un pensiero che mi fa trasalire: quale altra brutta notizia mi sta arrivando?

Sono amici, conoscenti, vicini di casa, persone con cui ho condiviso momenti della mia vita: se ne vanno in silenzio; qualcuno in modo repentino, altri con un addio più prolungato.

Tutti si portano via qualcosa di me…