Guardiamo già al prossimo anno.

img-20171007-wa0003-1Se il calendario 2017  della parrocchia di Arcellasco  ha come tema i ricordi e il passato, quello che il Gruppo Culturale Lazzati sta preparando per il 2018 avrà invece la finalità di far meglio conoscere la realtà attuale della parrocchia. In essa, infatti, operano numerosi gruppi di volontari, che operano spinti dal desiderio di mettersi al servizio della comunità per  renderla più viva e più solidale.

Sono pervenute tante fotografie, tutte molto belle, ma il calendario, si sa, prevede solo 12 mesi e quindi 12 pagine più le copertine…..È stato perciò necessario fare una severa selezione, che ha escluso immagini di sicuro effetto, come quella che vedete qui sopra, scattata nel Duomo di Casale Monferrato.

 

Cuori grandi.

Uno studioso di storia locale raccontava una sera un fatto accaduto molto tempo fa nei dintorni di Erba.

Un giovane era stato ucciso, ma il suo assassino non era mai stato individuato; qualche tempo dopo arrivarono in paese dei predicatori e durante una delle loro prediche sulla necessità di convertirsi, l’assassino confessò pubblicamente il suo delitto e chiese perdono ai genitori della sua vittima. Questi, riconosciuta la sincerità del pentimento del giovane, non solo lo perdonarono, ma lo adottarono e lo accolsero nella loro casa.

Dopo aver ascoltato questo racconto avevo pensato che queste cose potevano accadere solo nel passato, in una società radicata a valori semplici e forti, ma oggi devo ricredermi: ci sono ancora persone capaci di gesti eroici, capaci di accogliere nel loro cuore le miserie altrui, di superare il ricordo del male ricevuto e di rendere bene per male.

Grande Bebe!

Volete leggere una storia meravigliosa?

E’ una storia da far conoscere ai nostri ragazzi, che a volte si sentono depressi e “sfigati” (come dicono loro) per problemi che non sono certo paragonabili a quelli che ha dovuto affrontare Bebe Vio: una piccola grandissima donna.

C’era da scommetterci.

s-petronio-pranzo-coi-poveri-Che fantastica idea! Non poteva succedere che a Bologna! – questo mi son detta domenica, subito dopo mezzogiorno, quando il Papa si apprestava a entrare in S. Petronio per pranzare con i poveri della città e la regia televisiva ha fatto una carrellata sui tavoli allestiti nella navata della Basilica!

A quanto pare però qualcuno ha avuto da ridire e c’era da scommetterci; ma cosa c’è di più sacro che stare accanto ai poveri….e la prima “messa” (Ultima Cena) non è stata forse un pasto consumato da Gesù, povero tra i poveri, con alcuni pescatori? E nessuno di loro indossava paramenti preziosi o l’abito della festa…

A proposito di referendum.

spagna

 

 

 

 

C’è stato un tempo in cui, per risparmiare, andavamo in vacanza in Catalogna: lì i campeggi costavano molto meno che in Italia e il mare non era certo peggio di quello di Rimini.

In quelle occasioni, non ho mai avuto la sensazione di vivere in una regione tiranneggiata da occupanti feroci, anche se tutti gli indigeni tenevano a non farsi confondere con gli spagnoli.

Certo la Catalogna è una regione più ricca di molte altre zone della Penisola Iberica e quindi i catalani forse vogliono staccarsi da Madrid per mantenere entro i propri confini i proventi delle tasse pagate, ma vale la pena di fare tutto questo trambusto ?

Che senso ha al giorno d’oggi questo egoismo collettivo che può portare alla formazione di comunità troppo piccole per poter avere un peso nello scenario internazionale?

All’interno di una Europa unita, ha senso riconoscere autonomie particolari a certi popoli, ma non può avere senso spaccare degli Stati formatisi secoli fa…

In sede europea e internazionale la Catalogna, una volta ottenuta l’indipendenza, avrebbe più peso di quanto ne ha ora la Spagna?

Mi sembra tutto talmente assurdo …. come mi pare assurdo che la Regione Lombardia stia spendendo fior di milioni per un referendum ridicolo che si terrà tra poco.

La mafia non esiste solo per chi non vuole vederla.

C’era un tempo in cui si pensava che la mafia fosse un problema del Sud, o forse non si voleva vedere la realtà vera, visto che già Don Sturzo nel 1900 denunciava il pericolo che la mafia dilagasse in tutto il territorio nazionale ed oltre, come si legge nell’articolo di Avvenire linkato qui sopra. Le parole di don Sturzo appaiono oggi veramente profetiche dopo la retata antimafia operata dalle forze dell’ordine in Brianza.

L’articolo menzionato sopra si conclude con queste parole, che devono farci riflettere:

La corruzione, anche quella mafiosa, ha la faccia pulita, ha gli abiti griffati di politici, imprenditori, funzionari pubblici, liberi professionisti. Ha anche cognomi del Nord. Non uccide il corpo, ma la libertà, la dignità, la democrazia.

Ben vengano le nuove norme, senza altri tentennamenti, ma non basteranno se non saranno incarnate in uomini che perseguano davvero il bene comune e non il proprio bene. Come Pio La Torre, Piersanti Mattarella, Marcello Torre, Angelo Vassallo che hanno sacrificato la vita per il bene della comunità, per aver detto no a mafie e corruzione. Come il giovane sindaco di Taurianova, Fabio Scionti, recentemente vittima di un grave attentato. Come l’ex vicesindaco di Mondragone, Benedetto Zoccola, che porta sul suo corpo i segni indelebili della violenza camorrista. Amministratori del Sud, esempi da imitare. Anche al Nord. Si può e si deve, e non sarà mai troppo presto.

Grazie, Presidente!

Grazie, Presidente!!!

Le sue parole  le fanno onore e danno conforto e speranza  a tutti quelli che, come me, assistono sgomenti agli innumerevoli fatti di cronaca di questi giorni, in cui la violenza sulle donne ha fatto tante vittime innocenti.

E’ vero: fino a che gli uomini, tutti gli uomini, non prenderanno atto delle proprie responsabilità a questo riguardo, la violenza assurda e insensata di chi  ritiene la donna un oggetto di sua proprietà non verrà mai debellata.

Quid est veritas?

– Quid est veritas? – disse Pilato durante il processo a Gesù, chiese cioè ” cosa è la verità”? Voleva forse con questo dire che è difficile per noi mortali, immersi in una realtà contraddittoria, arrivare ad afferrare la verità, il senso vero delle cose e dei fatti.

La domanda di Pilato è la stessa che mi è venuta in mente leggendo l’articolo di Avvenire sul caso di Manuela Orlandi, ritornato alla ribalta qualche giorno fa.

Leggendo quanto scrive il magistrato, che ha conosciuto a fondo il caso per averne seguito le indagini, viene da pensare come sia facile, manovrando i canali dell’informazione, mistificare la verità e sollevare polveroni tali da rendere impossibile l’accertamento dei fatti realmente accaduti.

Questa consapevolezza deve indurci sempre a grande cautela, a controllare sempre, fin dove ci è concesso, che quanto ci viene propinato come verità, non sia invece frutto di manipolazioni, che hanno sempre fini poco nobili.