Le regole di Giovanni.

E’ molto difficile per i bambini convincersi che è necessario restare tutta la notte nel proprio letto, senza andare a rifugiarsi tra le coperte rassicuranti del lettone.

Giovanni non fa eccezione, ma deve aver capito che la cosa non può continuare sempre così ed ecco che coraggiosamente ha formulato tre regole che impegnano lui e la sua mamma a un comportamento coerente e responsabile. Ecco le regole che Giovanni ha sintetizzato in modo estremamente eloquente:

Foto da Diana Catellani (12)1^ regola: La mamma non va nel letto di Giovanni (la mamma è caratterizzata dai capelli ricci)

 

Foto da Diana Catellani (11)2^ regola: Giovanni non va nel letto della mamma.

 

 

 

 

 

 

3^ regola: non si salta tra un letto e l’altro (quelli di Giovanni e  Gioele).

Se Giovanni è riuscito a formulare queste regole così chiare e perentorie, certamente sarà in grado di osservarle scrupolosamente. Il problema sarà controllare se ci riuscirà  la mamma !!!!  Paola stai in campana, ti terremo d’occhio!

I tempi cambiano, ma i problemi sono gli stessi…

Veramente nel tempo sono cambiati soltanto i mezzi tecnologici a disposizione, ma il modo di pensare della gente è rimasto uguale…

In questi giorni sto leggendo “Le Confessioni” di S. Agostino (dopo averne letto numerosi frammenti e innumerevoli citazioni) e subito, nelle prime pagine, mi sono un po’ meravigliata: il Santo attribuisce alle letture dei classici di Omero il germe della corruzione che ha caratterizzato i suoi primi anni di vita. Per noi oggi sono una lettura di formazione: rappresentano le nostre radici culturali più profonde.

Qualche tempo fa, leggevo invece “Cani perduti senza collare”, ambientato alla fine della seconda guerra mondiale, e qui uno dei protagonisti inveiva contro le pellicole cinematografiche, colpevoli di prospettare ai più giovani modelli comportamentali devianti.

Quando i miei figli erano piccoli, spesso mi toccava sgridarli per distoglierli dallo schermo televisivo e me la prendevo soprattutto con certi cartoni intrisi di violenza, che, a mio dire, dovevano certamente nuocere alle loro menti e alle loro intelligenze, ma a vederli adesso , che sono diventati bravissimi genitori, direi  non hanno subito danni  evidenti.

bambini e cellulari

 

 

 

 

 

 

I genitori di oggi, infine, se la pigliano coi videogiochi e coi telefonini, che effettivamente sembrano ipnotizzare i nostri bambini e i nostri ragazzi, e vedono invece con minore ostilità i programmi TV.

Chissà con quali diavolerie se la piglieranno i genitori del 22° secolo….!!!

Morale della favola: noi adulti abbiamo sempre bisogno di individuare un nemico, che ostacola il nostro compito educativo, ma forse, in condizioni ambientali  normali,  nel cervello dei bambini ci sono degli anticorpi che a un certo punto entrano in azione e neutralizzano gli eventuali possibili danni subiti dall’ ambiente.

Diventare nonni.

18  anni fa sono diventata nonna per la prima volta……

Diventare nonni è un’esperienza bellissima. E’ come dare un senso all’impegno di un’ intera esistenza: -Tutto quello che ho vissuto fino ad ora- mi sono detta io – trova la sua giustificazione in questa nuova vita!- Diventare nonni dà l’opportunità di reinventarsi un nuovo modo di essere.

Oggi non esistono forse più le nonne che possono limitarsi a sferruzzare raccontando le favole accanto al camino. Il mondo è cambiato, i nostri figli devono occuparsi quotidianamente di mille cose, in un’ atmosfera di precarietà che poco giova alla loro serenità. Noi nonni perciò siamo spesso chiamati a sostenere le famiglie giovani in vari modi.

Spesso dobbiamo contribuire alla custodia dei più piccoli, badando  a non  sostituirci ai genitori, ma assecondando la linea educativa scelta da loro e diventando per i nipoti la radice che li ancora a un  passato i cui valori  danno sicurezza anche quando intorno tutto appare confuso ; possiamo e dobbiamo accorrere quando capita qualche guaio imprevisto; molti devono anche dare un qualche sostegno economico, magari mascherato sotto forma di regalo.

Ma credo che il sostegno maggiore che si possa dare è la nostra serenità, la nostra capacità di mantenere viva la Speranza, la nostra consapevolezza che il tempo sana molte ferite e che al di là di quello che può capitare ci si deve sempre sentire avvolti dallo sguardo premuroso  di un Dio che è Amore.

18 anni!!

Compiere 18 anni in tempo di coronavirus è una vera disdetta! Così la pensa mia nipote Elisa, la mia prima nipote e unica femmina tra i cinque nipoti.

Da tanto pensava a come festeggiare questa data che segna il suo ingresso nel mondo degli “adulti”, ma ora tutti i suoi progetti, accarezzati a lungo, sono svaniti: impossibile realizzarli.

E’ vero, Elisa, poteva essere davvero una bella festa, ma per noi che ti vogliamo bene sarà ugualmente un giorno molto importante il tuo prossimo compleanno: diventerai maggiorenne davanti alla legge e potrai fare le tue scelte e io spero vivamente che tu continuerai ad essere saggia come lo sei stata sempre.  Comunque verrà il giorno in cui potremo fare festa e allora sarà ancora più bello perchè l’avremo desiderata e sognata a lungo.

Per ora tanti auguri, Elisa!

Bambini al tempo del covid.

Sì, i bambini al tempo di covid. In questo articolo viene evidenziata la sofferenza di tanti bambini strappati violentemente alle loro abitudini, ai loro compagni, alle loro maestre e costretti a vivere in un ambiente domestico segnato dai rapporti violenti degli adulti e con gli adulti.

Ma anche nelle situazioni più ideali i bambini ricorderanno questi giorni come momenti difficili.

Se in un primo tempo hanno forse vissuto la novità del lockdown come una vacanza insperata, se le prime lezioni on line sono state accettate come una divertente novità, con l’andare del tempo hanno sentito tutto il peso dell’isolamento, la fatica dell’uso della tecnologia non sempre efficiente, la mancanza di giochi all’aperto con gli amici.

Ho visto tutto questo anche nei miei nipoti (cinque): la maggiore si sente defraudata per non poter festeggiare, come aveva progettato, il suo diciottesimo compleanno e non vede l’ora che da lunedì prossimo sia possibile rincontrare gli amici. Davide e Samuele (13 e 12 anni) sentono la fatica delle lezioni on line, di computer non al massimo dell’efficienza, di dover limitare i propri rapporti alla cerchia di famiglia, di non avere a disposizione spazi verdi , e sono spesso irrequieti e insoddisfatti. I due più fortunati sono Giovanni e Gioele (6 e 3 anni) che hanno papà e mamma che possono lavorare da casa in orari flessibili, i nonni materni  a un tiro di cerbottana, un grande spazio verde dove andare in bicicletta, giocare a fare i giardinieri, correre liberamente. Tuttavia ogni tanto manifestano il desiderio di incontrare i compagni di scuola materna e le maestre.

Chissà che idea si è fatto Gioele del coronavirus, forse gli attribuisce le bambini e coronavirussembianze e le caratteristiche dell’immancabile “cattivo” presente nei cartoni animati, perchè tutto serio serio ha detto alla mamma:- Io sono coraggioso del coronavirus !-

Sondaggio.

Sam sta facendo un progetto scolastico, ha progettato un questionario con 3 domande sul perché leggi e su quale impatto i libri hanno sulla tua vita. Puoi spendere 5 minuti per aiutarlo? L ‘ indagine chiuderà mercoledì 6 aprile.

Vi si chiede:

  • la vostra fascia di età;
  • che tipo di letture preferite:
  • perchè leggete;
  • quanto spesso leggete.

Se risponderete Sam sarà molto contento.

 

 

Gioele e il coronavirus.

Sono ormai due mesi che il lockdow mi consente di vedere i miei nipoti solo tramite computer o cellulare e ho tanta voglia di poterli incontrare anche se non sarà forse possibile abbracciarli come l’ultima volta.

Probabilmente anche loro, da quel che dicono, sentono il peso di questa lontananza.

bambini-mascherineGioele e Giovanni sono molto fortunati: hanno i nonni materni proprio vicinissimi, papà e mamma possono lavorare da casa e hanno un enorme giardino in cui possono giocare all’aperto ogni volta che lo desiderano. Tuttavia anche se così piccoli avvertono quanto sia innaturale la situazione in cui stiamo vivendo, infatti Gioele (3 anni e mezzo) l’altra sera mentre  stava andando a letto (e si sa che quello è il momento delle confidenze e della riflessione) tutto serio serio, ha chiesto alla mamma:

– Ma quando finisce il coronavirus?-

Lei ha risposto: -Piano piano se ne sta andando via e dopo potremo uscire. Dove vuoi andare?-

E Gioele:- Dalla nonna Diana e dalla Patty (la mamma di una sua amichetta)! –

Caro, carissimo Gioele mi hai commosso!

 

 

Una proposta contro la depressione da solitudine.

Stamattina ho letto in rete lo sfogo di una persona anziana sola da un mese a causa di questo “lockdown” (termine in voga per dire chiusura).  Il suo post trasudava depressione, tristezza, voglia di lasciarsi andare.

Voglio perciò fare una proposta a tutte le donne anziane da sole a sopportare il peso di questa clausura forzata:  vogliamo trasformare questo periodo di inattività in cui è facile sentirsi inutili e dimenticati dal mondo in un momento creativo e solidale? Un modo c’è.

Alla fine di febbraio, quando già da qualche giorno ero qui da sola, non avevo niente da fare (o forse sarebbe meglio dire che non avevo voglia di fare niente) e guardavo la TV, ma avevo la netta sensazione di buttare via del tempo prezioso. Cosa potevo fare di utile? Mi è venuto un lampo di genio: perchè non utilizzare finalmente tutti quei gomitoli e gomitolini di lana o cotone che riempiono il ripostiglio? Già, ma cosa farne? Fare maglie per me nemmeno da pensarci: ci vorrebbe troppo tempo e il risultato non è sempre secondo le aspettative…. Ho tante riviste che utilizzavo quando i nipoti erano piccoli …potevo realizzare qualche capo per neonati …ma a chi regalarli? Ed ecco l’idea: li regalerò alla Caritas, quando nel mese di maggio organizza la raccolta di indumenti in buono stato.

Mi sono messa al lavoro e ora ho completato questi lavori: sono molto semplici perchè non sono più così tanto pratica col lavoro a maglia da riuscire ad eseguire punti molto elaborati, ma penso che a qualche bambino povero potrebbero andare bene…..e così, quando sono sola davanti alla TV, non mi vengono più pensieri negativi.

All-focus
All-focus