Un picnic in-door.

In questi giorni di clausura forzata, anche chi non ha mai pensato di fare passeggiate all’aperto sente  il richiamo dei boschi, dei sentieri fuori mano per interrompere la monotonia di queste giornate scandite dai bollettini del contagio, ed è così che sono state multate migliaia di persone nelle ultime ore.

Probabilmente anche Giovanni e Gioele sentono un po’ di noia: sono molto bravi comunque a disegnare, passano molto tempo a giocare con le macchinine, possono stare sul loro grande terrazzo a respirare aria meno inquinata del solito, ma vuoi mettere l’emozione di un picnic?

picnicIeri sera infatti, durante una delle frequenti video-chiamate, cosa vedo? Gioele e Giovanni che mangiano seduti al loro tavolino dei giochi in salotto, mentre papà e mamma sono sul divano e tengono in mano i loro piatti.  Per i due bambini interrompere la routine dei pasti consumati a tavola tutti ben composti ed educati è una festa, una novità che rende più interessante anche il momento della cena: per loro cenare in salotto equivale a fare un picnic, potremmo definirlo un picnic indoor.  Con la fantasia puoi immaginare di avere sotto di te un bel prato verde, di essere all’ombra di un grande albero su cui cinguettano tanti uccellini, mentre le farfalle  e le api volano di fiore in fiore.

Salutandoli, ho raccomandato loro di stare attenti: quando si fanno i picnic le formiche sono sempre in agguato!!!

Si ritorna alla vita di tutti i giorni.

Per le feste di  Natale 2018,  ero a letto a Londra con una gamba rotta: passavo notti insonni per il gran male, visto che non volevo ricorrere agli antidolorifici, che non tollero bene. Per questo non avevamo potuto ritrovarci come tutti gli anni.

Al confronto le feste di quest’anno sono state veramente un momento bellissimo: ci siamo ritrovati tutti, almeno in alcuni momenti e i bambini hanno potuto stare insieme e divertirsi facendo anche un po’ di confusione (che bella la confusione fatta dai bambini!!). Io, naturalmente ho cercato di darmi da fare in cucina per dare il meglio di me e a quanto pare non è andata tanto male.

Ma tutte le cose che iniziano hanno anche una fine e a poco a poco se ne sono andati tutti.

Venerdì sera, mi ha chiamato Samuele che era appena rientrato a casa per dirmi che il viaggio era andato bene. Alla fine gli ho chiesto cosa avessero mangiato per cena e lui mi ha detto: – Io ho mangiato un panino e la mamma si è fatta un tè …. Eh, sì, siamo tornati alla vita vera!!!-

Aspettando il Natale.

Il mattino della vigilia, sono stata svegliata  da Samuele in preda a forti dolori di pancia che si sono dileguati dopo aver dato di stomaco.  Visto che poi tutto è passato in fretta, abbiamo concluso che doveva essersi trattato della conseguenza di aver pasticciato un po’ troppo il giorno prima.

A mezzogiorno eravamo in sette a tavola e, mentre si mangiava, i piccoli avevano progettato di organizzare uno spettacolo canoro: tutti i presenti dovevavno partecipare con i loro “cavalli di battaglia”.  Tutti si sono impegnati al massimo  per dare il meglio di sè e gli applausi non sono mai mancati, tranne  quando è toccato a Grazia che voleva interpretare una !Christmas Carol” medioevale, ma c’era sempre qualche inconveniente che le impediva di proseguire la sua performance e quindi scoppiava a ridere: a quel punto i bambini si sono ribellati e Giovanni, l’ideatore dello spettacolo ha detto sconsolatamente che non era così che lo aveva pensato….in particolare la canzone della zia era proprio orribile a suo dire….. E’ seguito un momento di gioco dei mimi  e poi Giovanni e Gioele, assecondati da Samuele, si son messi a giocare alle macchinine.

A un certo punto attorno a Gioele, seduto per terra, è comparso un laghetto!!! Ops!!!  E Gioele un po’ mortificato ha detto: Mi sono dimenticato di dire che avevo la pipì!! – Naturalmente lo abbiamo rassicurato dicendogli che sono cose che capitano e abbiamo recuperato un cambio di pantaloni e mutandine.

La giornata si è conclusa con la visita di due amiche venute a farci gli auguri.

La guerra per cellulari e tablet.

A Radio24, Alessandro Milan sta dicendo che il 5,5% dei genitori, secondo una ricerca della Bocconi, dà abitualmente ai propri figli di 3/5 anni il cellulare e che i bambini delle elementari ne fanno uso fino alle 11 di sera!!!

bambini-e-cellulareCredo che sia una situazione assai desolante: i genitori, per pigrizia o malavoglia o depressione cronica, non sanno riempire il tempo dei loro figli, non sanno parlare con loro, non sanno dire di no.  E’ vero che è una guerra imporre delle regole nell’uso di tablet o cellulari e richiede un enorme dispendio di energie, ma sanno quei genitori che un giorno rimpiangeranno amaramente il tempo che non dedicano ai loro figli ? Lo sanno che cosa accadrà quando i loro pargoli sentiranno il vuoto che li circonda e penseranno  di non avere accanto persone di cui fidarsi e a cui affidarsi? Allora sarà inutile  fare prediche e forse sarà anche troppo tardi….

Quanti malanni!!!

Ho trascorso una giornata con Giovanni e Gioele; in verità la cosa non era prevista, ma quando ci siamo alzati la mattina di buon’ ora Gioele (tre anni) ha cominciato a lamentarsi: – Mi fa male la bocca, mi fa male il sederino, mi fa male l’occhio…..- e dopo aver ripetuto varie volte i suoi lamenti, senza ottenere l’effetto da lui sperato, si è messo a piangere dicendo: – Voglio andare all’ospedale!!!-

bimbo-che-giocaEra evidente che non aveva in realtà nessun male fisico, ma solo una gran voglia di non andare all’asilo; a questo punto ho detto che Gioele e Giovanni avrebbero potuto restare a casa con me: potevano fare una vacanza fuori programma.

Allora è successo un vero miracolo: Gioele si è messo a giocare con le sue macchinine e le sue costruzioni e non si è più lamentato di alcun malanno.

Anche Giovanni è stato contento di restare a casa, naturalmente, e i due fratellini hanno giocato insieme tutto il giorno: ogni tanto nasceva qualche disputa, ma tutto sommato sono stati proprio molto bravi.

 

Lo chiamano Giovanni….

Questa è una storia tristissima: lo chiamano Giovanni, ma nessun genitore ha voluto dargli un nome,

Ha quattro mesi ed è nato in seguito a un procedimento di fecondazione eterologa, quindi, a quanto ne so, ha almeno tre genitori, che però non hanno voluto farsene carico. Giovanni ha una grave malattia rara a cui lui sta resistendo oltre ogni aspettativa. Non ha mai avuto una casa e non è mai stato abbracciato da una mamma. E’ in ospedale e nemmeno le istituzioni che si occupano di bambini abbandonati sono in grado di accoglierlo e di accudirlo….

Mi viene da pensare che se avesse avuto una sola madre (e non due:la donatrice degli ovuli e quella che lo ha portato in grembo per nove mesi), forse a quest’ora  lei sarebbe accanto alla sua culla e saprebbe farsene carico: hanno forza, coraggio e amore da vendere le madri e sanno fare miracoli.

Fa tanta pena pensare a quella povera piccola creatura, che  soffre in solitudine e che nonostante tutto lotta per sopravvivere.

Alla festa di Cesano.

Festa di Cesano: Giovanni e Gioele hanno partecipato  alla benedizione dei bambini in chiesa, cantando e partecipando attivamente alla cerimonia.

In seguito ai bambini è stato consegnato un palloncino al quale ognuno ha legato il proprio disegno e avendo cura di non lasciarselo sfuggire, siamo andati all’oratorio. Lì, tutti insieme  i bambini hanno lasciato andare i palloncini che sono volati via velocemente. Giovanni  e Gioele li hanno seguiti a lungo mentre diventavano sempre più piccoli. A questo punto siamo andati nel locale della pesca legata a un sistema di gratta e vinci: Giovanni era stato molto fortunato e avrebbe potuto ritirare un bellissimo premio; Gioele invece aveva pescato biglietti di scarso punteggio e avrebbe dovuto accontentarsi di un regalino molto modesto. Allora abbiamo chiesto se si poteva fare a metà dei punti pescati e avere un premio intermedio. E’ così che abbiamo ritirato un trattore per Gioele e una serie di macchinine di soccorso per Giovanni. Erano tutti e due molto felici e hanno potuto così godersi appieno un meritato gelato.

Giochi di GIO & Gio.

Per un imprevisto, Giovanni e Gioele, sabato sera, sono rimasti qui a dormire con papà e mamma.

La situazione inaspettata  non li ha innervositi, anzi ne sono sembrati veramente contenti, infatti non hanno tardato ad addormentarsi  dopo le consuete preghierine della sera.

cuccioli-in-lottaGiovanni si è svegliato presto, come è solito fare, ed è sceso con me in soggiorno in attesa che ci raggiungessero gli altri.  Quando tutti erano ormai svegli i due cuccioli hanno ripreso i giochi che avevano interrotto la sera prima:  roteare le lampadine a pila per creare giochi di luce spettacolari, lanciarsi addosso i cuscini del divano, rotolarsi a terra in una lotta senza conseguenze, giocare con papy alle guerre spaziali….

All’ora di andarsene hanno stentato a lasciare i loro giochi, ma sanno che potranno riprenderli alla prossima occasione.