Questa mattina la prima a svegliarsi è stata Elisa (10 anni) , poi è arrivato Samuele e infine Davide.
Ognuno ha scartato febbrilmente i suoi regali , poi i nostri cuccioli si sono messi a giocare tra di loro coi nuovi giochi, mentre c’ era chi pensava a montare il calcetto .
I nipotini sono stati molto bravi e, data la giornata piovosa, hanno giocato insieme in casa senza fare troppo trambusto .
Elisa ha gradito molto il gioco del Monopoli, mentre Davide è rimasto conquistato dall’ orologio di Ben 10 (lo ha portato con sé anche a letto); anche a Samuele è piaciuto molto l’ orologio di Ben 10, ma è rimasto deluso perchè non ha ricevuto l’ iPhone e nemmeno un certo drago che doveva sputare fuoco, perciò stasera voleva scrivere a Babbo Natale per dirgli che per il prossimo anno sarebbe bene che si attenesse alle richieste e non si mettesse a inventare regali non richiesti, come magliette o pigiamini…
Babbo Natale, prendi nota! :-))
Ahimè, anche a Erba esistono le scuole….
Sono arrivati anche Elisa e Davide, con grande gioia di Samuele che li aspettava con ansia.
Appena si sono incontrati i due cucciolotti si son messi a fare il loro gioco preferito: la lotta.
E’ molto bello vederli mimare mosse di aggressione senza farsi male: sembrano proprio due orsacchiotti in vena di scherzare.
Elisa, più grandicella, si adatta a giocare con loro o a volte si apparta.
Fortunatamente l’ appetito non manca a nessuno e io sono sempre impegnata in cucina, ma va benissimo così.
Davide deve aver riflettuto sul fatto che , quando è qui, nessuno parla di andare a scuola quindi deve aver pensato che questo, dove abito io, deve essere un gran bel paese, per questo mi ha fatto una proposta:
– Nonna, ci stai che io sto sempre qui con te e tu stai sempre con me? – Al che ho dovuto spegnere le sue illusioni, confermandogli che anche a Erba esistono le scuole e che tutti i bambini devono frequentarle…
Arrivano i nostri!
Sono cominciati ad arrivare i “pezzi” di famiglia sparsi per il mondo; se tutto va bene a Natale saremo tutti qui e sarà bello ritrovarsi di nuovo insieme.
Nonostante il maltempo, ieri Samuele e la sua mamma sono arrivati senza troppi disagi: appena un’ ora di ritardo!
Fortunatamente è andato a prenderli all’ aeroporto lo zio, perchè la mia macchina era sepolta dalla neve in questo cortile dove nessuno si mette a spalare nell’ area comune: ormai siamo tutti vecchi ….
La vista della neve ha rinfrancato subito Samuele che ha voluto andare a giocare fuori , nonostante fosse in piedi dalle 5 del mattino. Lui e lo zio si sono tirati le palle di neve e poi hanno anche costruito due pupazzi: si sono divertiti tutti e due.
Mia figlia era stupita del fatto che con tutta la neve che è caduta si potesse comunque camminare normalmente, o quasi, su tutte le strade: a Londra basta un velo di neve a mandare in tilt la città, che non è attrezzata per quest’ evenienza abbastanza rara in verità .
Ogni città ha i suoi punti di forza e le sue criticità: Londra sa far funzionare bene i trasporti in condizioni climatiche normali, ma è un disatro con la neve (i disagi sono quindi limitati a qualche giorno all’ anno, quando va male); Milano sa affrontare bene la neve, ma normalmente il traffico e i mezzi di trasporto sono ben lontani dall’ essere efficienti.
Un futuro da scout.
Qual è la buona azione quotidiana più “gettonata” dai boy scout? Lo sanno tutti….anche Davide…
Davide (6 anni) è uscito con la mamma ; sta piovigginando appena e Davide usa l’ ombrello chiuso a mo’ di bastone, mentre attraversano la strada.
Ecco che questo fatto gli risveglia nella mente qualche immagine vista chissà dove e, parlando con voce tremula, esclama:- Sono una vecchietta!-
– Una vecchietta? – gli ribatte la mamma – Vorrai dire un vecchietto, visto che sei un maschio ….-
– No, mamma,- risponde Davide , sempre con la voce tremolante -sono le vecchiette che hanno bisogno di aiuto quando attraversano la strada!!…-
Davide sarà senz’ altro un buon boy scout!
Potrebbe essere un’ idea….
Cosa fare in inverno nei giorni di festa ? Dove si possono portare i bambini se fuori fa brutto tempo? Qui dove abito io non ci sono molte alternative al rimanere in casa a vedere la TV o qualche DVD o, quando va bene, a giocare con qualche gioco da tavolo.
In Inghilterra, dove il maltempo non è un’eccezione, ma la regola, hanno predisposto invece tanti luoghi di ritrovo per giocare al coperto, luoghi in cui puoi giocare a travestirti coi costumi e i trucchi messi a disposizione dei piccoli visitatori, oppure puoi divertirti a saltare su tante luci colorate e ogni salto produce un suono diverso, puoi anche divertirti a disegnare, colorare o costruire oggetti con materiali vari, puoi entrare in un labirinto o in un tortuoso scivolo o anche nella tana di un leone….
In questi posti poi c’ e’ anche sempre un animatore che intrattiene i bambini con storie di vario genere e taluni vanno a festeggiare lì il loro compleanno con gli amici.
Certo in un piccolo centro non è pensabile un’ iniziativa di questo genere, ma in una grande città potrebbe essere un’ idea per inventare qualche posto di lavoro…
Tecnologia superata si’, ma sempre utile….
Sono ormai passati piu’di 20 anni da quando mio figlio , dopo essersi iscritto alle superiori , si preparava ad affrontare la lingua inglese per la prima volta, dopo aver studiato il francese nei tre anni di scuola media. Per aiutarlo a superare il “gap” ( direbbe Samuele) con I compagni , cominciai ad acquistare I fascicoli settimanali della De Agostini, corredati di cassette audio. Fu certo un’ Ottima idea, perche’ mio figlio si Inseri’ benissimo nella classe e ottenne anche buoni voti in inglese.
Per molto tempo poi (tranne qualche rara parentesi ) I fascicoli , rilegati in volumi, e le relative cassette sono rimasti inutilizzati sopra una libreria. Da quando pero’ ho deciso di imparare l’inglese ho scoperto Quale prezioso strumento possano costituire, Anche perche’ ho scovato in fondo a una vecchia scrivania un lettore di cassette portatile che vent’ anni fa era forse un apparecchio modernissimo, ma che ora credo sia ormai introvabile.
E’ cosi’ che ora, dopo che Samuele e la sua mamma escono di casa la mattina, mi metto ad ascoltare le mie vecchie cassette seguendo le spiegazioni sul libro, materiale che sono riuscita a far stare in valigia senza superare I limiti di peso imposti dalla compagnia aerea .
In questo modo riesco a riempire l’ attesa del ritorno di Samuele nel pomeriggio senza annoiarmi troppo. Ieri ho fatto un test e il resultato e’ stato incoraggiante; l’ ostacolo maggiore resta pero’ sempre la comprensione del linguaggio parlato dei “nativi” di questa affascinante isola, I quali amano abbozzare le parole, piu’ che pronunciarle…
Bando alle ciance …..vado a studiare…
He isn’t very well!!
– He isn’t very well!-
Questa e’la Frase che sono riuscita a ricordare stamattina, quando Samuele quasi piangendo mi ha detto che voleva tornare a casa on me.
A scuola c’era una festa: ogni classe aveva preparato disegni , foto, materiali diversi per descrivere un paese del mondo. La classe di Samuele si era occupata del Giappone e lui aveva voluto assaggiare il sushi, ma nonostante tutti gli sforzi non era riuscito a ingoiarlo.
I conati di vomito, aggiunti alla tosse e al raffreddore aveva no definitivamente demolito il suo morale. Come spied are questa situazione agli insegnanti?
Fortunatamente mi sono ricordata la Frase che ho scritto all’inizio e poi con l’aiuto di Mia figlia chiamata al telefono siamo riuscito a superare il momento di crisi.
COSI’siamo tornati a casa. Appena saliti sul treno Samuele ha ricominciato a sorridere.
Samu- Jack: momenti difficili….
Qualcosa deve essere successo. Sarà stato in Irlanda dove Samuele è andato a trovare il nonno Jack o a scuola dove forse scrivere il suo nome richiede molto tempo…. ancora la questione non è stata chiarita dall’ interessato. Fatto sta che Samuele da un po’ di giorni vuole essere chiamato Jack e ha convinto tutti i suoi compagni di scuola a chiamarlo così. La maestra se ne è accorta e ha scritto sul libretto delle comunicazioni scuola-famiglia chiedendo chiarimenti in merito alla strana vicenda.
Interpellato, l’ interessato insiste: – Non voglio chiamarmi più Samuele, voglio chiamarmi Jack V°, il re della strada!!!-
Chissà dove ha sentito questo nome! (su internet ho trovato chec’ è un gioco chiamato “il re della strada” ; ci avrà giocato coi cuginetti irlandesi? Mah!)
E’ un periodo di grande fermento per lui: a complicargli la vita ci si è messa anche una lezione sul corpo umano in cui gli hanno spiegato che è il cervello che comanda ogni nostra azione: manda degli impulsi a ogni parte del corpo, che ubbidisce ed esegue. Da quel momento Samu-Jack prende a pretesto questa nozione per deresponsabilizzarsi: non è mai colpa sua se fa i capricci, ma di quel suo bizzarro cervello che comanda strane cose…..