Teenagers.

E’ difficile la vita dei teenagers: non sono più bambini, ma non sono ancora adulti e di volta in volta a seconda delle loro richieste si sentono dire: ”   ma no, dai, sei troppo grande” oppure: “…ma no, dai, sei troppo piccolo”.

I due nipoti, che stanno vivendo questa età, sono due ragazzi molto in gamba.  l’ho potuto constatare durante i giorni in cui sono stati qui da me in questo mese di agosto.

Davide si è dato una routine molto efficace e ad essa si attiene con precisione: sa che se si deve fare qualche cosa, è inutile tergiversare: si fa e basta. E ha capito che è importante poter riposare a sufficienza, perciò la sera va a letto presto: alle dieci o poco più tardi se sta facendo qualcosa di interessante.

Samuele è arrivato portando con sè una ben radicata voglia di procrastinare ogni impegno: per cominciare a fare i compiti doveva portare la mamma all’esasperazione per la fatica di spegnere il cellulare e lo stesso la sera non veniva mai l’ora di spegnere la luce e cercare di dormire. La vicinanza di Davide e il suo esempio hanno compiuto una specie di miracolo e Samuele ora fa i compiti senza dover essere richiamato e la sera va a letto in orari decenti anche perchè ha capito che in questo modo la sua vita e quella di sua madre possono fare un buon salto di qualità: meno discussioni inutili e meno litigi.

Entrambi poi i due giovanotti hanno mostrato interesse per imparare a cucinare e ora Samuele, quando la mamma è impegnata in riunioni interminabili, non sta più a soffrire per la fame che gli torce lo stomaco, ma si mette ai fornelli e, in collegamento whatsapp con me, si appresta a farsi un piatto di pasta o un paio di uova al tegamino accompagnate da un’insalata.

Piccoli uomini crescono ….. continuate così….

 

Cosa penseranno questa notte le madri…

bimbo dato ai soldatiCosa staranno pensando questa notte quelle madri afghane che sono riuscite a consegnare ai soldati i loro figli … anche bambini piccolissimi…

Credo stiano piangendo stringendo al petto una foto del loro bimbo o un suo indumento.

Ripenseranno ai momenti più belli vissuti insieme, ai progetti e ai sogni accarezzati mentre lo guardavano la sera dopo averlo aiutato ad addormentarsi con il racconto di una favola o col canto di una nenia. Ripenseranno ai momenti angosciosi vissuti quando sopravveniva una febbre improvvisa e alla paura di perderlo…..E ora….

Ora loro stesse lo hanno allontanato da sè col rischio di non poterlo più rintracciare, ma con la speranza che almeno per lui ci possa essere una possibilità di vita degna di essere vissuta; per loro non c’è futuro in quella  terra infelice.  Lo strazio di aver abbandonato la propria creatura potrà avere solo per un attimo conforto dalla speranza che chi l’ha presa in consegna possa darle quella sicurezza su cui in Afghanistan in questi giorni nessuno può contare.

L’amore per i figli è tanto forte da riuscire a vincere il desiderio innato di tenerseli accanto se questa scelta straziante può significare un bene per loro.

Oggi tutto questo accade in Afghanistan, ma vi accadeva anche tanto tempo fa come testimonia questo libro;  e accade anche altrove, lontano dai riflettori dell’informazione ed accade da molto tempo come testimonia questo film ambientato nel 1984

 

Agosto, mese di ricordi e di ferie.

Il mese di agosto mi ricorda sempre i miei genitori: oggi ricorre il 111° anniversario della nascita  di mia madre e due settimane fa ricorreva il 115° della nascita di mio padre. Non ci sono più da tanti anni, ma il loro ricordo è sempre così vivo in me.

In questi giorni in cui tutti corrono spasmodicamente ad affollare le località di vacanza, mi viene da pensare che loro non hanno mai fatto le ferie come si intendono oggi. Non sono mai andati al mare o in montagna, forse si concedevano qualche giorno di tranquillità in casa propria, cercando di ripararsi alla meglio dall’afa e dalle zanzare della pianura padana..

Forse dipende dalla memoria di quei giorni il fatto che nemmeno io sento il bisogno di allontanarmi da casa: per me le ferie più ambite sono quelle che trascorro qui a casa mia accogliendo figli e nipoti che, liberi da impegni di lavoro e di studio, possono ritornare alla base per un po’ e ritrovarsi insieme in famiglia anche se solo per pochi giorni o per poche ore.

E mi piace soprattutto vedere come i miei nipoti, pur vedendosi così di rado, sappiano subito entrare in sintonia tra loro, trovando il modo di mettere sottosopra i cuscini del divano e farne un campo di battaglia o innaffiandosi fino a inzupparsi  con le pistole ad acqua.

Io li sento ridere e scherzare mentre in cucina preparo per loro la merenda o una buona cenetta e mi sento pienamente in ferie.

 

Auguri, Gioele!

Tantissimi auguri al nostro Gioele, il più piccolo dei miei nipoti! Oggi compie cinque anni, una mano intera di anni! Voglio sperare che possa sempre crescere sereno e vivace come lo è ora per la gioia di noi tutti.

Buona vita, Gioele!buon-compleanno-bambini-5 (1)

Ritrovarsi.

Sarebbe stata una bella Carrambata! Se qualche candid-camera avesse ripreso l’arrivo di Samuele e di sua madre la notte scorsa avrebbe potuto registrare l’emozione del ritrovarsi dopo tanto tempo.

Già volare di questi tempi è abbastanza complicato per tutte le formalità che vengono richieste, poi ci sono state le incertezze per il tempo che ieri ha fatto veramente il diavolo a quattro (anche se per fortuna senza troppi danni),  a questo si aggiunga che negli aeroporti  i punti di ristoro e i negozi sono quasi  tutti chiusi …. Il Samuele sceso dal taxi verso mezzanotte era un Samuele stanco, affamato e sfinito dalle lunghe code nonché da un anno di attesa (da molto tempo contava i giorni che mancavano alla partenza).

Un lungo, lunghissimo abbraccio con qualche lacrima e poi altro abbraccio con Grazia che non vedevo da 18 mesi!!!

E’ bello ora averli qui, almeno per un po’….

 

Un grido muto e straziante.

Cosa c’è di più triste, di più scandaloso, di più tragico. di più disumano? Che futuro possiamo aspettarci se possiamo tollerare tutto questo?

Non c’è pietà nemmeno per i bambini …. Questa foto è un terribile atto di accusa verso tutti noi. Dalle labbra chiuse di questo bambino esce uno straziante “J’accuse”

bambino morto abbandonato sulla spiaggia in Libia
bambino morto abbandonato sulla spiaggia in Libia

Problema ….veramente problematico…

La mamma sta lasciando Gioele davanti alla scuola materna e, dopo gli immancabili baci e abbracci e dopo le consuete raccomandazioni, la mamma dice a Gioele:

  • Ricordati di dire alla maestra e al tuo amico Lucas che domani non verrai a scuola perché dovremo andare dalla pediatra.-
  • Mamma, – risponde Gioele dopo un attimo di esitazione – come faccio a dirlo a tutti e due? Non ho mica due bocche!!!-

Gioele ha ragione a porsi questo problema: non ha ancora studiato a scuola che se parli due persone possono sentirti contemporaneamente  oppure che puoi parlare a due persone in momenti successivi…. ma certamente non passerà molto tempo e Gioele non si porrà più questi dilemmi angosciosi.

DAD, dietro le quinte.

Scuola in DADGiovanni è in DAD.

Giovanni è in prima elementare e per seguire le lezioni a distanza necessita di un aiuto.

Mamma e papà sono in smart-working: papà, in salotto, cura con un occhio il computer e con l’altro Gioele (4 anni), che è a casa perchè anche la scuola materna è chiusa; la mamma è nella cameretta dei bambini, al primo piano, e accanto a lei c’è Giovanni: ognuno ha il suo computer.

La mamma è in collegamento con il proprio manager a Parma e con altri due funzionari in India. Il colloquio, necessariamente in lingua inglese, non è dei più semplici e richiede impegno e concentrazione. L’incontro inizia coi primi convenevoli di rito.

Giovanni, lì accanto, ascolta l’insegnante che, forse in una notte insonne, ha partorito l’idea  di proporre  ai suoi alunni di eseguire un lavoretto per la Pasqua!!!!

Giovanni però non ha capito bene le prime istruzioni, quindi non ha potuto eseguire nei tempi previsti i primi passaggi e si trova in difficoltà: tira la manica del maglione  della mamma per attirare la sua attenzione senza  farsi sentire dai suoi colleghi e ottiene come risposta solo un “SSSt, aspetta!- mormorato a denti stretti.

Intanto, però, la maestra procede con le sue istruzioni e Giovanni è sempre più in confusione: non sta capendo nulla e non potrà eseguire quanto gli viene richiesto…. cerca, di nuovo  inutilmente, di ottenere attenzione dalla mamma che, nel frattempo, è impegnata a mantenere un sorriso di circostanza e un atteggiamento impeccabile, ma con una mano, cerca disperatamente di zittire Giovanni: il colloquio è entrato in una fase delicata….. Giovanni scoppia a piangere e il suo pianto corre per l’etere.

La mamma allora, con mossa fulminea, si disconnette per il tempo necessario per sibilare a Giovanni:- Va’ da tuo padre!- Poi ripristina il collegamento e, con un sorriso angelico, dice:- Sorry, the line went down…!

Intanto, al piano di sotto, è il papà ora a mettersi le mani nei capelli: – No, il lavoretto no!!!!