2020 … (Davide Bandini)

Quanta gioia abbiamo sentito! / Quanta impazienza abbiamo avuto!/ Quanto abbiamo festeggiato  il 2020!/ Mai avevo sentito tanta gioia!!

Festeggiammo senza sapere ciò che sarebbe accaduto…/oggi rimpiangiamo quel capodanno/ e la gente soffre a ripensarci.

082711383-4bdb0df0-3048-4177-b5c7-fd1e7b8dbf50Poi per le strade ho sentito sirene di ambulanze….

Notizie tragiche, persone malate, persone morte…

Andra-tutto-bene-voci-di-poverta-durante-la-pandemiaFu impossibile avere una vita normale,/ fu impossibile vedere gli amici  e i parenti.

Ma il virus non ci toglierà la fiducia e la speranza/ che saremo un giorno liberi da questa prigione.

 

Vedendo i bambini per le strade di Rolo (Davide Bandini)

Quando esco di casa, / il cielo è blu/ e gli uccellini cinguettano allegramente/.

Ma ciò che è più magico / è la risata di un bambino/. La gioventù è allegria, speranza, ottimismo.

Avere un figlio porta allegria, gioia, affetto / per i sofferenti e i solitari.

E’ bello vedere un bimbo che corre/  per le strade libero e gioioso.

Ognuno deve sentirsi fortunato ad avere un figlio: / ti dà doveri e responsabilità, / ma ti riempie di affetto e ti rallegra.

La gioventù è preziosa e vorrei che fosse eterna.

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Gennaio 1943 (Davide Bandini)

Il mondo in cui abito, / in cui vivo, / in cui condivido/ è un mondo diverso da  quello / che altri conoscono e vivono.

Gente di tutte le età/ vestita con lo stesso abito / e con una stella gialla/ è chiusa in quartieri fortificati:/ sembra di vivere nella peggiore prigionia.

Non è permesso mangiare, nè bere/ o essere trattati normalmente.

Nel mio mondo ci sono soldati / che urlano, picchiano/ e sparano a gente innocente;/ nel mio mondo facciamo lavori duri.

Invece di sentire risate e allegria/ sento pianti e malinconia.

bambini nei lager

La civiltà di oggi (Davide Bandini)

 

realtà virtualeFino a ieri  c’era gente che passeggiava libera/ e guardava gli uccellini cinguettare; oggi c’è gente che passeggia libera, ma imprigionata in uno schermo.

Fino a ieri c’era gente che si divertiva in società e nel mondo dei libri; / oggi c’è gente che sta in società, ma tramite uno schermo e nel mondo dei social.

Fino a ieri c’era gente che usava bottiglie in vetro;/ oggi c’è gente che usa bottiglie distruttive in plastica.

Fino a ieri c’era gente che si arrangiava e riusciva ad affrontare le difficoltà;/ oggi c’è gente che trova tutto facile con la tecnologia.

Fino a ieri c’era gente che si sentiva libera e allegra, / invece oggi c’è gente che si sente libera, ma in realtà è imprigionata in internet.

Ditemi: il vero mondo e la vera umanità / è quella di oggi o quella di ieri?

 

Bambini e internet.

Dieci anni non sono forse troppo pochi per tenere tra le mani tutto un mondo sconosciuto e apparentemente tanto allettante?

Da molto tempo si moltiplicano gli appelli a non lasciare libero accesso a internet ai bambini troppo piccoli e il caso di Palermo non fa che confermare quali pericoli nasconda la rete.

Ascoltiamo perciò gli appelli di educatori e pedagogisti: nessuno di noi metterebbe un’automobile a disposizione di un bambino, che non è in grado di controllarla e guidarla; così non dobbiamo mettere i bambini in condizione di farsi sopraffare dalle insidie velenose della rete: anche se sanno navigare e interagire con disinvoltura maggiore di noi adulti, non hanno gli strumenti per discernere ciò che può essere utile o anche solo divertente da ciò che può essere dannoso e addirittura letale.

Se proprio per necessità logistiche  si dovesse dotarli di un cellulare, optiamo per quelli che non hanno accesso alla rete e se gli passiamo il nostro dispositivo, stiamo accanto a loro mentre ne fanno uso.

Gioele e le pedine ribelli.

Stavamo tutti chiacchierando tranquillamente a fine pranzo, solo Gioele (4 anni) aveva già ripreso a giocare: stava armeggiando con la scatola del gioco della dama, che aveva appoggiato su una sedia, e cercava di rimettere  tutte le pedine nell’apposito piccolo vano interno. Gioele cerca sempre di mettere in ordine le cose che vede fuori posto.

L’impresa, tuttavia,  si presentava alquanto complicata perchè le pedine, appena sistemate al loro posto, continuavano a rotolare fuori. Dopo molti tentativi finalmente Gioele riesce a richiudere il vano: le pedine nere erano sistemate…. A questo punto Gioele osserva per un attimo le pedine bianche, che sono una sopra l’altra a formare due pile lì sul sedile. Qualcosa scatta nella sua testa e gli fa intuire una soluzione geniale: mette le due pile una sull’altra e tenendole ben ferme alle estremità con i due indici, le inserisce con precisione nel vano: le pedine non hanno spazio per muoversi e in un baleno trovano la loro sistemazione!!!

Sarai un ottimo manager di “problem solving”, Gioele? Chi vivrà vedrà…

Diario.

Dopo un Natale solitario e troppo lungo, è arrivato un S. Stefano movimentato fin dalle prime ore del mattino: la caldaia, che non ha mai dato problemi in 15 anni e forse più di onorato servizio, non partiva. Mi sono affrettata fiduciosa a ripescare il manuale delle istruzioni , pensando fosse la solita periodica richiesta di acqua, invece il codice di errore era diverso. L’ho individuato sul manuale e ho effettuato la manovra suggerita, ma inutilmente….l’ho ripetuta varie volte sempre con lo stesso risultato. Mi sono preoccupata in giorni di ponte festivo avrei dovuto stare al freddo fino al lunedì? E stavano per arrivare i nipotini … come ospitarli in una casa ghiacciata? Ho telefonato al centro di assistenza senza troppe speranze e infatti ho solo potuto lasciare un messaggio a una segreteria telefonica. Dopo  qualche minuto mi sono accorta di non aver lasciato i riferimenti della mia abitazione e ho richiamato …e con mia grande gioia mi ha risposto un umano molto cortese che mi ha assicurato il suo intervento in mattinata!

Il problema è stato risolto con la sostituzione di qualche pezzo, ma tutto ora funzionava alla perfezione.

I bambini sono arrivati per il pranzo e hanno subito messo a soqquadro i cuscini del divano, come è previsto ormai e si sono messi a giocare con il regalo preferito di Babbo Natale: si chiamavano da una stanza all’altra con un walkie- talkie, ma Gioele non sapeva farlo funzionare bene e allora gridava per farsi sentire dal fratello chiuso in bagno ed era molto soddisfatto.

Era una bellissima giornata anche se fredda e siamo andati a passeggio nei dintorni, poi abbiamo giocato a dama, a battaglia navale e abbiamo guardato un po’ di TV in attesa della cena, fatta con gli avanzi del mezzogiorno. Poi, indossati i pigiamini lasciati qui da babbo Natale insieme ad alcuni libri, sono partiti pronti per addormentarsi in auto.

foto nevicataFoto da Diana Catellani (1)Oggi, lunedì 28 dicembre, mentre sto scrivendo, nevica da ore e il manto nevoso misura già 25 centimetri (misurato con una riga da disegno). Per fortuna mi sono attrezzata e non avrò bisogno di uscire per giorni, a meno di imprevisti non auspicabili.

Me ne starò qui al caldo a leggere, fare parole crociate o sudoku, guardare la Tv  e forse mi deciderò a finire quella camicetta che ho lasciato in sospeso settimane fa.