Pensando ad Assisi.

Papa Francesco è ad Assisi a pregare per la pace insieme a tanti capi  di varie confessioni religiose . Come non sperare che questo evento inviti tutti a un impegno costruttivo per rasserenare il cupo panorama mondiale di questi tempi? Io, che non posso fare altro, mi sono messa a leggere le cronache dell’evento e i vari commenti e , tra l’altro , ho trovato….

“……Nel tempo che viviamo, le religioni, dialogando tra loro, hanno la responsabilità di contribuire a tenere ampio l’orizzonte della ragione e a risvegliare la capacità umana di affezione, ponendo in relazione le diverse dimensioni dell’esistenza umana, oggi sempre più frammentate. Una sfida che può essere vinta solo se le religioni per prime, gli uomini e le donne credenti, sapranno recuperare e coltivare quello sguardo mistico di cui ci parla sempre papa Francesco, uno sguardo che ci apre alla ricerca sincera, piena di stupore e di misericordia, di ciò che ci accomuna come esseri umani, straordinariamente potenti, grazie alla nostra intelligenza, ma anche costitutivamente impotenti, in quanto fragili e limitati.”

Queste righe che ho riportato concludono questo interessante articolo che ho trovato su Avvenire.

Come conciliare la “pretesa” di ogni religione di possedere tutta la Verità e la necessità inderogabile del dialogo per operare insieme  per la costruzione di un mondo di pace fondato sul rispetto di tutti? La risposta non è semplice ,  ma è indispensabile oggi più che mai trovare la strada giusta per arrivare a individuarla ed attuarla.

Chi ha paura dei bambini?

-Vediamo cosa dice Don Bitozzolo Sarracino…- a queste parole del vecchio maestro tutti i monelli  si sentivano correre i brividi lungo la schiena, mentre al povero malcapitato, cui era indirizzata la minaccia, venivano i sudori freddi.

Allora il maestro scendeva dalla cattedra impugnando il famigerato Don Bitozzolo, che era una bacchetta nodosa e molto flessibile che di lì a poco si sarebbe abbattuta con violenza sulle mani dello scolaro che aveva scatenato l’ira dell’insegnante.

-Don Bitozzolo ha detto “dieci” !!- e per dieci volte il maestro percuoteva le mani protese …e guai se venivano sottratte alla punizione: le bacchettate raddoppiavano.

Tutto questo accadeva davvero in una classe elementare in Sicilia oltre mezzo secolo fa.

Per fortuna questo non accade più nelle scuole italiane, dove le punizioni corporali sono vietate, ma ciò non toglie che esistano ancora insegnanti che per imporre disciplina e ordine preferiscono farsi temere dai propri alunni, piuttosto che puntare sull’autorevolezza che viene dal riconocimento della propria professionalità e competenza. Credo che questi insegnanti in fondo abbiano paura dei bambini e abbiano sbagliato mestiere.

 

 

Furore…. ieri e oggi…

Di questi tempi si sente spesso parlare di nuove schiavitù, di poveri in fuga dalla povertà per ritrovarsi poi più poveri , più disperati e più sfruttati di prima.

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Spesso riflettendo su questo stato di cose, mi sovviene di un libro che ho letto in gioventù e che non ho più dimenticato : FURORE di John Steinbeck.  Vi si narrano le peripezie di una famiglia di contadini, che , insieme a una miriade di altre, è costretta dalle banche ad abbandonare la propria terra . …. le banche non hanno un’ anima……le banche hanno come solo e unico criterio operativo il dividendo da distribuire agli azionisti e allora non conta la sofferenza della gente che perde tutto e che si vede sostituita dai trattori…..E quando i poveri sono tanti, c’è sempre chi può speculare sulla loro fame e sulla loro miseria……

Questa storia è ambientata negli USA quasi un secolo fa, è però molto attuale;vi sono molti punti di contatto con ciò che accade oggi su scala mondiale: oggi a non avere un’anima non sono solo le banche , ma anche le multinazionali, i fondi di investimento, i grandi capitali…che si spostano là dove è più facile sfruttare la fame di lavoro ;che si appropriano di immense estensioni di terreno cacciandone chi da esso ha sempre tratto i mezzi della propria sussistenza; che non esitano a licenziare la gente e a sostituirla con computer e robot e provocando così guerre e “deportazioni” di milioni e milioni di disperati.

….Ma le multinazionali non hanno un’anima….e nessuno ritirando il suo dividendo sentirà l’odore del sangue che gronda da quel danaro…

Chi volesse rinfrescarsi la memoria e ricordare meglio il bel libro di Steinbeck  può cliccare Qui

Come potranno vivere?

Già il terremoto è finito in seconda pagina ….la vita continua, si dice con un po’ di cinismo.

Coffins of some of the victims of the earthquake in central Italy are seen inside a gym in Ascoli Piceno, August 26, 2016. REUTERS/Adamo Di Loreto FOR EDITORIAL USE ONLY. NO RESALES. NO ARCHIVES.

Ma io vorrei sapere come continua questa vita per coloro che hanno costruito senza osservare le norme antisismiche in quelle zone che sono ad altissimo rischio sismico. Come continueranno a vivere quelli che hanno falsificato i documenti relativi agli adeguamenti strutturali degli edifici dichiarati sicuri e invece crollati come castelli di sabbia?

Riusciranno a dimenticare di aver causato la morte di 300 persone?  Dimenticheranno quelle bare , che chiedono giustizia? E si chiederanno se un laido , miserabile pugno di denaro in più può giustificare il dolore di tanti sopravvissuti feriti nel corpo e nell’anima? In fondo i danni materiali sono il male minore in queste tragedie…

Spero che questi “avvoltoi” abbiano ancora un po’ di coscienza e che non riescano a dormire la notte, ma forse chi arriva a commettere certi crimini riesce sempre ad autogiustificarsi; la loro coscienza è stata anestetizzata e resa muta e sorda.

Dietro le Olimpiadi.

……….Ma l’Olimpiade dell’esclusione avrà celebrato soprattutto la samba e le spiagge di Copacabana. Dimenticandosi della povertà, dei ghetti dove migliaia di persone si uccidono di crack, degli indios. E lascerà per sempre questo Paese folle, squilibrato ma ancora splendido perché ricco di un cuore enorme». Fuori fa freddo adesso, le nuvole nere corrono sulla favela. Viene in mente un proverbio indio che dice: «Gli alberi sostengono il cielo. Se li abbattiamo, la volta celeste cadrà su di noi». I bambini di Vila Canoas non hanno smesso di giocare. C’è vento forte, ma se ti volti, dietro il cancello di “Para Ti” è rimasto un po’ di sole.
Così si conclude questo bell’articolo de “L’Avvenire” che vale la pena di leggere.
Guardando le belle immagini che l’Olimpiade di Rio ci sta regalando, ricordiamoci anche che per molti , troppi brasiliani esse hanno significato un surplus di sofferenza…

Una volta c’erano i falò.

Venivo allora allora dal mio paesino nella Bassa  Reggiana e, transitando in auto di sera sulla Valassina ,vedevo con mia grande meraviglia dei falò accesi lungo i bordi della strada. Una volta ho chiesto il loro significato e qualcuno , per prendermi in giro, mi ha  risposto che si trattava di una festa di paese. Io , naturalmente ci credetti, anche se mi sembrava un’usanza molto strana. Dopo qualche tempo capii cosa stesse dietro a quei falò.

Ora non se ne vedono più, ma di giorno e di notte, percorrendo le strade extraurbane della zona, vedi ovunque giovani donne sedute ai lati della strada ….alcune sono quasi bambine e mi fa tanta pena vederle esporre il proprio corpo in abiti succinti e provocanti in attesa di clienti, di cui non posso pensare che tutto il male possibile

Immagino quali storie tremende ci siano alle spalle di tante ragazze africane o slave o sudamericane, costrette a una vita di orrori e di schiavitù.
Bene ha fatto Papa Bergoglio a incontrare alcune di esse riuscite a sottrarsi ai loro sfruttatori…. Si è chinato su di loro e ha accarezzato le loro ferite e  ha chiesto perdono per tutti quei cristiani che si sono approfittati di loro. Un cristiano non dovrebbe mai abusare di un suo simile, verso il quale può solo nutrire rispetto , carità., misericordia….
Se poi penso che tra quei “bravi” cristiani c’è anche gente con famiglia , il disgusto diventa insopportabile.
Grazie, Papa Bergoglio!

La doppia beffa.

Sarà anche per questo che non si riesce a sradicare la malavita da questo paese? Naturalmente è una domanda retorica…..

Le banche prestano con facilità i soldi a gente poco raccomandabile, poi non riescono a riscuotere il denaro prestato, si trovano così in difficoltà e noi come stato le salviamo ….così siamo doppiamente beffati…

Storia di Yusra.

Sto guardando la cerimonia inaugurale dei Giochi Olimpici di Rio de Janeiro e mi è saltata agli occhi la grande presenza di donne portabandiera dei vari stati, oltre, naturalmente alla quasi nulla presenza di atlete in molti paesi islamici.  Mi sono messa alla ricerca di storie legate a queste donne portabandiera e ne ho trovate alcune veramente straordinarie.

Più di tutte mi colpisce la storia di Yusra, la diciottenne siriana portabandiera della squadra dei rifugiati: è riuscita, insieme alla sorella a salvare altri diciotto compagni di sventura che, volendo raggiungere Lesbo su un canotto, si erano trovati in balia delle onde. Yusra e sua sorella sono riuscite, a nuoto, a trascinare il gommone fino a riva.

Da lì è cominciata la sua rincorsa a un posto nelle Olimpiadi di Rio e il suo sogno si è realizzato.

Tra tante storie dolorose, qualche volta se ne trova anche qualcuna a lieto fine, per fortuna….