Il nostro 2 giugno.

Segnalo questo articolo, che oltre a dare ampio spazio alla storia della nascita della nostra repubblica, dà  un’ampia sintesi della storia di casa Savoia e infine dedica un ricordo a quella volta in cui le donne entravano in una cabina elettorale per la prima volta nel nostro paese.

2 giugno 1946In quel giorno fatidico c’ero anch’io nella cabina con mia madre….infatti sarei nata due giorni dopo. Era andata a votare a piedi, accompagnata da una vicina: doveva sentire che era troppo importante quel giorno per tutte le donne e per il nostro paese e lei non poteva certo mancare, anche se non deve essere stato uno scherzo farsi quella strada sotto il sole con quel pancione.

Mia madre non mi ha mai detto per chi ha votato quel giorno (anche perchè non credo di averglielo chiesto), ma credo che davanti a quella scheda le siano venuti in mente i giorni della guerra civile, l’8 settembre, le leggi fasciste…..e poi  abbia votato in modo da voltare pagina per sempre.

Strani convogli….

Dopo una veloce toccata e fuga in Emilia eccomi  di ritorno . Il cielo nero minaccia acquazzoni e io, che per una volta non sto guidando, mi sto godendo il viaggio vicino al nipotino che se la dorme tranquillamente. A un certo punto sorpassiamo un convoglio di due grossi pullman scortati davanti e dietro dalla polizia e la stessa cosa capita pochi minuti più tardi. Ci chiediamo cosa stia accadendo e la risposta che ci viene più logica è che si tratti dello smistamento di migranti verso i diversi centri di accoglienza.

Nell’ultimo G7 la migrazione è stata definita emergenza mondiale ed era ora che qualcuno lo dicesse; si è parlato anche di investimenti nei paesi da cui la gente è costretta a scappare……perchè non si è detto anche che bisogna far cessare le guerre, il land -grabbing, le violenze, la rapina di risorse da parte di multinazionali voraci e di stati senza scrupoli?

Rendiamo vivibile l’Africa e il Medio Oriente e fermeremo le migrazioni bibliche cui stiamo assistendo: chi può vivere dignitosamente e in pace a casa propria non ha certo voglia di sfidare la sorte e le acque del mare rischiando la vita propria e dei propri figli.

Unioni civili.

La legge sulle unioni gay (a proposito: ricordo che l’acronimo GAY significa “GOOD AS YOU” , cioè “Buono come te, uguale a te..”) è stata approvata. Ricordo le discussioni degli anni scorsi sui PACS e sui DICO, poi svaniti nel nulla.

Questa legge , a sentire quelli che se ne intendono , è lacunosa, imperfetta , ma esiste a riconoscere a ognuno il diritto di essere e apparire quello che è . Sento che le gerarchie della Chiesa mugugnano e qualcuno etichetta questa legge come opera del demonio …..a parer mio nemmeno il Padre Eterno  può chiedere di andare contro la propria natura e certo Lui sa vedere nel profondo delle coscienze meglio di noi.

Ieri sentivo durante la telecronaca del Giro d’Italia un breve servizio sulle streghe di Benevento e sulla feroce repressione durata per secoli da parte di ecclesiastici contro povere donne forse solo un po’ ribelli o più sfortunate di altre….Quella è senz’altro stata opera del demonio… e forse opera del demonio è anche l’omertà con cui sono stati coperti i delitti di tanti religiosi pedofili…. Sarei più felice se i vescovi italiani si occupassero di più di ripulire il clero dalle mele marce e di meno delle coppie gay….

La spiegazione….

Alla luce di quanto si legge Qui trova una logica spiegazione e una possibile risposta ai dubbi che esprimevo in questo post.

Si capisce perchè la bambina forse abbia trovato inevitabile sottoporsi agli abusi e soprattutto spiega come la madre non abbia agito a protezione della figlioletta pur vedendo i segni dei “reiterati abusi”evidenti sul corpo della bimba. In certi contesti ambientali una figlia carina è una risorsa da sfruttare per sbarcare il lunario…..non è accettabile!!!!!!

Il peccato più grande.

Ho incontrato una mamma:  aveva il dolore dipinto in volto e nella voce.

Il suo bambino era stato umiliato, deriso da chi doveva invece sostenerlo ,

incoraggiarlo, dargli fiducia…..

 

Ho conosciuto  anche un bambino col cuore in frantumi.

Aveva chiesto amore e ne ha avuto solo disprezzo…

Il peccato più grande è far soffrire un bambino…

 

25 Aprile spiegato ai nipotini.

25 aprileSe i miei nipoti fossero qui e mi chiedessero perchè  si fa festa , direi forse così: il 25 Aprile è il giorno in cui nel 1945 la gente si è riversata nelle strade ballando e cantando perchè con la guerra era finito anche il tempo della paura.

Sapeva che da quel giorno  il rumore di un aereo l’ avrebbe indotta solo a guardare il cielo con occhi sognanti viaggi esotici e non l’ avrebbe più costretta a  nascondersi tremando  in un rifugio o in un sotterraneo.

La gente sapeva che se avesse sentito bussare alla porta, non avrebbe più sentito sobbalzare il cuore in petto e, se avesse sentito un botto assordante, avrebbe potuto pensare a un fuoco d’ artificio e non a una bomba.

La gente sapeva che avrebbe potuto parlare senza la paura di essere spiata, che non sarebbe più stata imprigionata per aver manifestato il proprio pensiero.

La gente sapeva che stava arrivando un tempo gioioso e sereno, un tempo reso bello dalla luce e dal profumo della libertà. Per queste speranze la gente ballava , cantava , rideva mentre le campane suonavano a festa …e anche noi facciamo festa  e ogni giorno dobbiamo ricordare di non tradire quelle speranze

 

UTE: omosessualità e omofobia.

I docenti Lissoni e Spagnuolo hanno affrontato un tema molto dibattuto in questo momento: omosessualità e omofobia.

Il termine omosessualità, che significa attrazione sessuale verso individui dello stesso sesso, è stato “coniato” da Karl Maria Kertbeny ; ora si usano anche sigle come : GAY (acronimo di “Good As You” = buono come te) – LGB (lesbiche, gay, bisessuali) – LGBT (lesbiche , gay, bisessuali, transgender) .

Bruce Bagemihl sostiene che l’omosessualità è una tendenza sessuale presente in moltissime specie animali e ne sostiene quindi la naturalità.

In Grecia e a Roma nell’antichità l’omosessualità era diffusa e tollerata. Molti personaggi famosi furono omosessuali o bisessuali: Saffo, Alessandro Magno, Nerone, Adriano, Leonardo da vinci, Michelangelo, Caravaggio….e, più vicino a noi, Oscar Wilde, che fu incarcerato per le sue provocazioni tendenti a sgretolare il muro dei pregiudizi.

L’atteggiamento verso l’omosessualità fu in certi periodi più tollerante, in altri addirittura persecutorio (Riforma-Controriforma-nazismo).

Dopo la seconda guerra mondiale l’omosessualità fu decriminalizzata in molti paesi occidentali e cadde a poco a poco la convinzione che si trattasse di una malattia.

Nel 1967 a New York , poco dopo il funerale  di Judy Garland (mamma di Liza Minelli), la cui omosessualità era nota, la polizia fece una retata in un locale frequentato da gay e scoppiarono disordini che si protrassero per alcuni giorni. Da allora ogni anno si festeggia il Gay-Pride. In seguito con la diffusione dell’ AIDS migliorò la conoscenza del fenomeno.

Sulle cause dell’omosessualità non si sa nulla, perché essa è un carattere come lo sono l’altezza o il colore degli occhi, non è una malattia, non è un’ alterazione ormonale, non è una scelta volontaria…tuttavia l’ostracismo sociale può portare gli omosessuali alla depressione o alla dipendenza da droghe o altro.

Spesso si sentono questi termini: COMING OUT (dichiararsi omosessuali); OUTING (rivelare l’omosessualità di un altro).

In USA coppie gay possono adottare dei bambini; da noi i giudici hanno la facoltà di decidere nell’interesse prevalente del bambino.

L’OMOFOBIA è l’intolleranza verso chi ha orientamenti sessuali diversi e nei processi viene ritenuta un ‘ aggravante. Spesso si accosta l’omosessualità alla pedofilia, ma secondo le statistiche il 70% dei pedofili è eterosessuale.

L’omofobia a certi livelli può diventare una vera e propria malattia. L’Italia parrebbe il paese più omofobo in Europa.

Sapete perché Apple ha adottato come marchio la mela morsicata? Per ricordare Alan Turing , un giovane, geniale matematico inglese che si occupò di informatica. Dichiaratosi omosessuale fu sottoposto a castrazione chimica e dopo un anno di cure si suicidò mordendo una mela in cui aveva iniettato un forte veleno.

Lezione senza dubbio interessante sia per il tema di grande attualità, sia per la compresenza di due validissimi docenti che hanno esaminato il fenomeno sotto diversi aspetti.  I presenti hanno espresso il loro apprezzamento con un lungo applauso finale.

 

 

Film : Suffragette.

SuffragetteIn una Londra di inizio ‘900 alcune donne intraprendono una dura battaglia per vedersi riconosciuto il diritto di voto. Sono di diversa estrazione sociale : la moglie del politico, la moglie di un farmacista, alcune lavandaie. Queste ultime conducono una vita durissima in ambienti estremamente malsani , tra i soprusi dei datori di lavoro. In particolare c’è Maud , giovane mamma 24enne, che lavora alla lavanderia da quando aveva sette anni. Si trova quasi per caso a far parte delle suffragette, poi via via  le violenze e i soprusi della polizia, l’ostilità dei conoscenti, la perdita della famiglia , la rendono sempre più convinta della bontà della causa per cui lei e le sue compagne si stanno battendo. Alla fine  la  sua compagna di lotta, Emily Davison, morirà travolta da un cavallo nel tentativo di attaccare un manifesto a un cavallo in gara a Epsom : quell’azione dimostrativa, finita tragicamente, pensata per attirare l’attenzione del mondo sulle rivendicazioni delle suffragette, volutamente ignorate dalla stampa, susciterà grande scalpore e da lì a pochi anni il Parlamento del Regno unito riconoscerà alle donne il diritto di voto.

Particolarmente indovinata , a mio avviso, è la ricostruzione della Londra di cento anni fa ed altrettanto apprezzabile la recitazione delle protagoniste, tra cui appare per pochi momenti anche Merryl Streep. Nel film si sottolinea come le donne dei ceti più elevati possano combattere senza compromettere troppo la loro esistenza, mentre le popolane mettono in gioco il loro lavoro, la loro onorabilità, il loro stesso diritto ad allevare i propri figli.

Mi è parso un bel film, che ha il merito di rievocare con fedeltà alla verità storica un pezzo di storia poco conosciuto.