Bambini come arma di guerra…

Qualcuno pensa sia solo propaganda antirussa, ma non credo che Papa Francesco avrebbe mandato il card. Zuppi a Mosca a trattare questo problema se non sapesse che è un fatto accertato.

Mi riferisco ai bambini deportati dalle zone ucraine occupate in Russia, di cui si parla anche in questo video .

Che cosa orribile approfittare della propria forza, del proprio potere per imporre a dei poveri bambini un cambiamento di identità, convincendoli che i loro genitori sono morti o che non li vogliono più …

Mi pare che Zuppi abbia ottenuto dalla funzionaria russa, responsabile di questi ostaggi di guerra, l’impegno a restituire ai legittimi genitori che ne facciano richiesta i propri figli. Ma se davvero sono stati sottoposti a un così terribile lavaggio del cervello, cosa ne  sarà di quei bambini?

La guerra riesce a tirar fuori dagli uomini il peggio di sé e, come sempre , le vittime che vengono colpite più crudelmente sono i più inermi, i più innocenti …

 

Priorità è l’interesse politico?

In una situazione di estrema emergenza come quella che si è creata in Romagna, cosa imporrebbe il buon senso? Quale dovrebbe essere la priorità assoluta?

La risposta è semplice: il bene dei cittadini così provati da una calamità senza precedenti, senza tener conto degli interessi politici di parte. Il governo è intervenuto con un decreto per stanziare due miliardi per i primi interventi, ma chi è autorizzato a spendere questi soldi se non si nomina il commissario responsabile della ricostruzione e della bonifica dei territori?

La logica seguita in altre occasioni è quella di nominare subito il presidente della regione, che ha il vantaggio di conoscere i territori e la struttura organizzativa, ma questo non sta accadendo … Lega e Fratelli d’ Italia pensano che a Bonaccini e al suo partito ne deriverebbe troppa visibilità e quindi troppo consenso, perciò la nomina tarda a venire: la Romagna può attendere…con le case invase da acqua stagnante e putrida, con le strade ingombre di masserizie rese inservibili, con  rischi sanitari facilmente ipotizzabili.

Bonaccini  in questo frangente si mostra ancora una volta una persona perbene: ha avuto parole di plauso per gli interventi tempestivi del governo nei primi momenti, ha accolto la Meloni con grande cordialità e ora si dissocia dalle polemiche in corso per invitare tutti a tener presente soprattutto il bene della gente.

Io ammiro Bonaccini!

 

 

Ancora sul 25 Aprile….

L’accusa è: la sinistra si è appropriata del 25 aprile!!! Ma possiamo chiederci il perché?

Non è che forse la destra non sentiva questo giorno come una festa, ma come una data tanto funesta da dover far finta che non si fosse mai verificata? Sappiamo che la Resistenza è stata combattuta da uomini e donne appartenenti a culture diverse, ma tutte con il desiderio di costruire una società democratica. Chi si è schierato contro la Resistenza, anche solo per fedeltà a un giuramento (estorto perché pronunciato in condizioni di sudditanza psicologica) ha ritenuto più importanti altri valori, diversi dalla democrazia.

Ora che tali condizionamenti non ci sono più, perché continuare a difendere scelte fuori dal tempo e dal contesto culturale in cui viviamo ora?

Se puoi   essere di destra  o di sinistra oggi, lo dobbiamo a chi ha scelto di stare dalla parte della libertà anche a costo di enormi sacrifici e a costo  della vita stessa.

Il mio amico Giorgio mi ha parlato del suo papà che è stato nei campi di lavoro in Germania e mi raccontato delle sue sofferenze, tali da non riuscire nemmeno a raccontarle ai suoi familiari: era troppo dolore riaprire quel cassetto dei ricordi e rievocare la fame, il freddo, la stanchezza, la paura…

Davanti a tutto questo gli interessi di partito non contano e non devono contare: ciò che conta è essere consapevoli del bene immenso che è la libertà e custodirlo ogni giorno, per rendere onore a chi l’ha pagata a un così caro prezzo.

25 Aprile 2023: festeggiamenti con incertezze.

Stamattina alle manifestazioni per il 25 Aprile qui a Erba, c’era molta più gente rispetto agli altri anni e questo è stato forse l’effetto del “nullaosta” lanciato da Salvini nei giorni scorsi quando ha detto che il 25 Aprile va festeggiato.

Tuttavia, ho notato come in alcuni momenti si avvertisse l’imbarazzo di chi si vedeva costretto a festeggiare, ma non voleva scontentare nessuno, soprattutto la maggioranza politica che governa la città.

Così ho ascoltato un’ omelia molto attenta a non sbilanciarsi, un “sermoncino” breve (fin troppo breve) del nostro sindaco, in cui si menzionavano tutti i caduti dell’ultima guerra.  Solo una giovane donna, forse rappresentante dell’ANPI, ha parlato del partigiano Puecher, fucilato senza processo dai fascisti, e di tutti quelli che hanno sacrificato la propria vita per riconquistare le libertà democratiche. alla fine di questo discorso solo una parte dei presenti ha applaudito a lungo, mentre molti tra le autorità e le forze dell’ordine se ne sono astenuti.

Una nota altrettanto significativa del clima che aleggiava sui presenti: un ingombrante veicolo della polizia municipale era parcheggiato proprio di fronte al monumento davanti al quale si svolgeva la cerimonia, ostacolando la partecipazione dei cittadini presenti. Qualcuno ha detto: forse non si aspettavano tanta gente…

Perché, mi chiedo, si fa ancora tanta fatica, dopo 78 anni, ad ammettere che chi ha combattuto (pur se in buona fede) accanto ai nazifascisti era dalla parte sbagliata?

Che incredibile svarione, Presidente!!!

“Bachelet, chi era costui?” deve essersi chiesto il Presidente della Camera dei Deputati ieri quando ha letto i nomi degli istituti scolastici da cui provenivano alcune classi di studenti in visita alla Camera.

Il fatto di essere nato nel 1980, non può costituire una scusante per ignorare chi sia stato il prof. Bachelet e cosa gli sia accaduto proprio nel 1980.

Una delle più alte cariche dello Stato non può ignorare uno dei più terribili momenti della nostra storia, non può ignorare che il prof Bachelet è morto sotto la violenza dei terroristi, solo per aver servito le istituzioni democratiche.

Evidentemente però Il Presidente Fontana non si è mai imbattuto in questa storia se ieri non ha saputo pronunciare il nome Bachelet alla francese, ma all’italiana.

“E’ troppo giovane”, dirà qualcuno per scusarlo, ma io direi che non è questione di età….

Riflessioni sul voto.

Ebbene sì! Ci godremo ancora per cinque anni la sanità lombarda targata Lega e FdI!!!

Ai Lombardi deve essere piaciuta molto la gestione della pandemia da parte del governatore (ricordate i primi malati di COVID ricoverati nelle RSA??), visto che lo hanno riconfermato …. e devono aver gradito anche il fatto che non esiste una sanità a livello territoriale ….

Quanti sfottò e quanti risolini di compatimento si sono visti e sentiti sul PD partito bollito, partito in confusione, partito in liquidazione, ma mi pare che abbia tenuto, mentre chi lo dava ormai per spacciato (Terzo Polo) si ritrova ridotto ai minimi termini.

L’amarezza più grande però è constatare le dimensioni dell’astensionismo: chi si astiene è come se insultasse le tombe dei tanti che hanno dato la vita perchè potessimo votare liberamente. Tanti nel mondo lottano ancora per conquistare questo diritto e noi qui non sappiamo apprezzare la fortuna di poterlo esercitare.

Si avvicinano le votazioni regionali e tutto va bene …

Se ripenso ai primi tempi della pandemia, ricordo con angoscia la sensazione di abbandono totale in cui malati , medici e popolazione in genere erano precipitati. Se ti ammalavi non restava che chiuderti in casa, sperare che qualcuno ti portasse qualcosa da mangiare e che il tuo fisico fosse abbastanza forte da reagire positivamente, mentre vedevi intorno tanti morire senza possibilità di aiuto.

Quando sono stati messi a disposizione i vaccini, sentivo che  molte regioni si erano prontamente attrezzate per proteggere subito anziani e fragili, mentre qui da noi, in Lombardia gli hub vaccinali (poi molto efficienti) sono stati allestiti con almeno un mese di ritardo; e intanto la gente continuava a morire.

Certo la situazione era nuova, non era stato possibile prevederla, ma io credo che in quelle circostanze qualcosa di meglio si sarebbe potuto fare: in certe regioni, ricordo, si era prontamente allestito un servizio di medici che andavano a domicilio per assistere quelli che non potevano essere ospedalizzati o che, pur molto malati, non necessitavano di ricovero.  Qui solo qualche telefonata, se eri stato fortunato nella scelta del medico di base, ma per il resto tanta inefficienza e confusione di idee, come rilevato anche da un’inchiesta ufficiale.

La gente però pare non ricordare tutto questo e si appresta a riconfermare un governatore che non ha certo brillato e che rappresenta una coalizione  che, in 28 anni di governo ininterrotto, non ha fatto che privilegiare la sanità privata ospedaliera a scapito di quella territoriale pubblica.

Pensiamoci quando andremo a votare, non mettiamo per inerzia la croce sempre sullo stesso simbolo solo perché pensare è troppo faticoso.

Smilitarizzare i cuori.

Papa Francesco si dice sempre pronto alla mediazione tra Russia e Ucraina, come si legge in questo articolo di “Avvenire”.

Ma la cosa più difficile è proprio quella che lui chiama “smilitarizzare i cuori”, cioè spazzare via dall’una e dall’altra parte la determinazione a prevalere ad ogni costo con la forza militare. E che sia estremamente lontana questa possibilità lo si evince dal discorso di Zelensky  al G20 di Bali nel quale afferma che, come precondizione alle trattative, Mosca deve ritirarsi da tutti i territori invasi dall’inizio della guerra, mentre Putin gli rispondeva che la sua precondizione è il riconoscimento di tutti i territori annessi con il referendum-farsa di qualche settimana fa.

Le due posizioni sono inconciliabili e forse solo un miracolo operato tramite la persona di Francesco può riuscire a stabilire un dialogo fra le parti, un dialogo che tenga conto della realtà concreta, dell’assurdità di questa guerra fratricida, delle sofferenze della popolazione…. Ma forse tutto questo non basterà a indurre pensieri di pace, forse saranno più determinanti le motivazioni economiche: questa guerra sta durando troppo e sta disturbando gli affari dei grandi della terra e sta costando troppo a chi deve fornire armi agli Ucraini.

Non saranno le motivazioni umanitarie a far finire la guerra (e spero il più presto possibile) ma le motivazioni economiche ….