UTE: Neurobiologia della rabbia – Storia del balletto

Il Concerto di Primavera di qualche mese fa ha consentito all’Università della terza Età di Erba di mettere in moto una serie di iniziative a livello provinciale con la lodevole finalità di aiutare la città di Camerino, colpita dal terremoto, di ricostruire spazi destinati ai bambini delle scuole. E’ per ringraziare la nostra associazione che oggi il professor Ciccocioppo dell’Università di Camerino ci regalato una sua bella lezione su NEUROBIOLOGIA DELLA RABBIA: DA VIRTU’ A DIFETTO.

La lezione è iniziata con una citazione dantesca e con un filmato in cui Roberto Benigni recita una parte del VII canto dell’Inferno nel punto in cui parla con rabbia di Filippo Argenti, uno dei responsabili della sua cacciata da Firenze.

La rabbia a piccole dosi può fare anche bene e dare  un senso di gratificazione, perché scatena una scarica di adrenalina  accentuando lo stato di vigilanza e le capacità fisiche; ma se è cronica fa stare male.

La rabbia è un’emozione presente in molte specie animali e può essere definita come la percezione di un segnale esterno che attiva una reazione, a volte anche incosciente.

E’ noto come specie nell’ adolescenza si sia più soggetti a manifestazioni di rabbia e ciò è dovuto al fatto che a quell’età si provano forti emozioni (accompagnate da un tumulto  ormonale) ma il cervello non ancora pienamente maturo (la maturazione arriva a 20 anni di età circa) non è in grado di controllarle. E’ la zona frontale del cervello deputata al controllo delle emozioni e un trauma con lesioni a questa parte del cervello può far orazio-iracambiare il comportamento di una persona.

La propensione alla rabbia viene determinata già nel grembo materno, ma l’ambiente esterno e le relazioni parentali e sociali possono influire sullo sviluppo emotivo e cognitivo del cervello.

“La rabbia è una follia momentanea, quindi controlla questa passione o essa controllerà te.” (Orazio)

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Ed ecco il resoconto di Angela D’Albis sulla seconda lezione di oggi avente per tema “La storia del balletto”

La nostra bravissima docente di musica, professoressa Alessandra Zapparoli, con la collaborazione del professore Francesco Pintaldi, ci ha parlato della storia del  balletto classico europeo dal 1800 all’epoca contemporanea.

All’inizio, ci ha dato alcuni cenni della storia del balletto. Nella Preistoria, l’uomo danzava per manifestare la sua interiorità ed esprimere i propri sentimenti. Poi, con le prime civiltà, la danza acquisisce un valore socio-politico-religioso e si accompagna a manifestazioni religiose o per osannare condottieri o re e imperatori. Tutte le civiltà hanno sviluppato la danza: dalla Cina, all’Antico Egitto, dalla Grecia all’antica Roma.

bolle-e-cignoDopo questo breve accenno, si passa a vedere il filmato preparato dal professor Pintaldi. Il primo balletto è: “Il lago dei Cigni” di Čajkovskij con il ballerino Roberto Bolle.

Durante la visione del filmato, la professoressa ci ha fatto notare la magica atmosfera del balletto e  ha sottolineato che spesso nei balletti c’è il tema dell’amore. Ha aggiunto che ci sono versioni diverse a seconda del coreografo. In questa versione il principe vince la sua battaglia contro il mago malvagio e sposa la principessa in carne ed ossa. Si sente l’atmosfera positiva della vittoria e del trionfo dell’amore e anche la ballerina cambia tutù indossandone uno più lungo che si chiama tutù romantico.

La coreografia è importante perché il balletto rimane lo stesso, è la stessa storia, ma l’interpretazione dell’artista rende ogni versione diversa.

Ritornando alla storia della danza, dall’antica Roma si passa al medioevo e poi al rinascimento. Nel ‘400 la danza viene portata nelle corti rinascimentali di Firenze e Milano e poi da qui in Francia.

Proseguiamo,  poi,  a vedere il filmato. Questa volta la docente ci propone il balletto “ Lo schiaccianoci” sempre di Čajkovskij con il ballerino Mikhail Baryshnikov.La docente ci fa notare come il ballerino si muova come se fosse  una marionetta.

Riprendiamo  la lezione ascoltando il balletto di Khachaturian: Spartacus, che racconta la storia dello schiavo Spartaco. La professoressa ci fa notare la musica avvolgente, la bellezza dei corpi che non sono più corpi ma statue, l’intensità dei gesti e delle espressioni, senza l’uso delle parole.

Proseguiamo con la Sagra della Primavera del 1913. Scandalo assoluto, ballerini seminudi, che racconta la scelta per un sacrificio di una fanciulla in un villaggio preistorico. Qui la coreografia è modificata e la storia si svolge non nella preistoria, ma in Russia.

Infine, l’ultimo video è dei Momix, una compagnia di ballerini-acrobati fondata nel 1980.

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Grazie, Angela! Il tuo aiuto è preziosissimo!

E’ inutile forse aggiungere che le due lezioni di oggi sono state veramente molto, molto belle ….

UTE: Europa tra passato e futuro – Racconti per ridere.

Il prof. Spagnuolo ha continuato a illustrarci il percorso che ha portato i paesi europei a unirsi per formare la Comunità Europea, che non ha solo finalità puramente economiche, ma anche quella di dirimere i contrasti tra i paesi membri ed evitare quindi il ripetersi delle tragedie che hanno insanguinato il “secolo breve” da poco alle nostre spalle.

bandiera-europeaLa bandiera europea, dodici stelle in campo blu, sta a simboleggiare l’equilibrio tra gli stati membri; l’inno è la Nona sinfonia di Beethoven, più conosciuta come “Inno alla gioia”.

Come si è arrivati alla moneta unica? Il primo passo fu la creazione, nel 1978, dello SME che stabilì i tassi di cambio fra le varie monete; l’anno seguente fu creato l’ECU; nel 1995 a Madrid si scelse il nome della futura moneta comune: “EURO”. Nel 1998 nacque la Banca Centrale Europea con sede a Francoforte. La BCE definì le politiche economiche in collaborazione con le banche centrali dei vari paesi.

Si stabilì che i paesi della Comunità dovevano  contenere l’inflazione al di sotto del 2% e  che il valore dell’euro era  pari a 1936,27 lire.

Nel 2001 anche la Grecia venne accolta nell’eurozona, ma a tal fine  accettò un prestito di Goldman Sachs a condizioni gravose e per questo quando la crisi investì tutti i paesi europei, la Grecia ne soffrì  molto più degli altri.

L’adozione dell’euro in Italia fu accompagnata da un notevole rincaro del costo della vita, perchè il governo del momento (Berlusconi) non tenne sotto controllo questo delicato passaggio, ma, a parte questo, fare parte dell’eurozona comporta anche molti vantaggi:l’euro è una moneta molto apprezzata in tutto il mondo.

Lo sapevate che l’euro è moneta ufficiale anche in altre parti del mondo, oltre ai paesi membri dell’UE?  Hanno adottato l’euro infatti anche Andorra, il principato di Monaco, S. Marino, Città del Vaticano, Guadalupe, Martinica, S. Barthélemy nei Caraibi, Mayotte e Réunion, Azzorre, Canarie, Madeira, Kosovo e Montenegro.

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Il prof. Galli ha  continuato a parlarci dei racconti per ridere, ricordandoci come il riso abbia effetti benefici sia sulla salute del corpo che su quella della mente.

Il filosofo Bergson si è interessato della comicità e ne ha individuato i meccanismi fondamentali: la ripetizione, l’inversione e le interferenze (che generano equivoci).

Per Pirandello bisogna distinguere la comicità dall’umorismo: la prima è la percezione di una realtà diversa da quella che dovrebbe essere, il secondo implica il coinvolgimento dei sentimenti.

Fanno parte da sempre della comicità le barzellette, di cui fu indiscusso mattatore il non dimenticato Gino Bramieri.

A conclusione della sua lezione il prof. Galli ci ha letto uno spassosissimo racconto di Stefano Benni e un altro di Campanile.

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La sala era anche oggi affollatissima e tutti hanno molto apprezzato le lezioni proposte dai nostri bravissimi docenti.

 

 

 

 

 

UTE: Malattie esantematiche – De Gasperi

Oggi non ho potuto assistere alle lezioni UTE: mi hanno trattenuto i miei doveri di nonna, ma, grazie all’amica e socia-ute Angela D’Albis, ecco qui di seguito il riassunto delle lezioni odierne.

Oggi, alle 15, il nostro docente dott. Rigamonti, insieme ad una giovane dottoressa, ci ha parlato delle malattie trasmissibili da bambino ad anziano e delle vaccinazioni.

Poiché i nonni sono un’istituzione irrinunciabile per i loro nipoti e si prendono cura di loro soprattutto quando sono ammalati, è importante conoscere sia le malattie dei bambini sia i rischi che corrono i nonni quando i bambini sono ammalati.

Le malattie infantili sono esantematiche. Si dividono in: virali e batteriche: le principali sono:

  • Morbillomalattie-esantematiche
  • Varicella
  • Rosolia
  • Parotite
  • Pertosse
  • Scarlattina o IV malattia
  • VI malattia
  • Bocca-mani-piedi

Per le malattie virali, il soggetto può crearsi gli anticorpi o col vaccino o contraendo la malattia. Non servono gli antibiotici.

Le malattie batteriche, invece, possono essere curate con gli antibiotici.

Per il morbillo, la parotite, la rosolia c’è il vaccino che adesso è diventato obbligatorio. La varicella è virale, ma può avere più di una manifestazione (per esempio il Fuoco di Sant’Antonio o l’herpes sulle labbra o a livello dei genitali).

Pertosse e scarlattina sono malattie batteriche e possono essere curate con l’antibiotico. Quinta e sesta malattia sono virali, ma non c’è il vaccino. Anche la malattia bocca-mani-piedi è virale.

Il dott. Rigamonti ha ribadito l’importanza delle vaccinazioni, ma anche della prevenzione e ha concluso dando dei consigli di igiene per la prevenzione.

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Alle 16,  il prof Cossi ci ha parlato di Alcide De Gasperi.

alcide_de_gasperi_2Alcide De Gasperi nasce a Pieve Tesino provincia di Trento il 13 aprile 1881. In quel periodo nascevano anche Mussolini (1883) e Hitler (1889).

In questo periodo, il Trentino Alto Adige fa parte dell’impero austro-ungarico. De Gasperi è, quindi, austriaco, proprio come Hitler. I due respirano la stessa aria, ma fanno scelte molto diverse.

De Gasperi, pur essendo di famiglia modesta, frequenta il liceo a Trento e la facoltà di filosofia a Vienna. E’ un cattolico “nativo”, cioè la religione ce l’ha nel sangue, ma la passione politica gli nasce negli anni universitari. Viene a contatto con il pensiero antisemitico del Borgomastro (sindaco) di Vienna, ma non sarà mai antisemita. Conosce un esponente del modernismo, ma poi se ne allontana.

Dopo la laurea diventa giornalista a Trento e poi entra come parlamentare a Vienna. Può farlo perché in Austria non c’è il conflitto tra stato e chiesa come in Italia. Non gli piace il pangermanesimo e si batte affinché  tutte le popolazioni minoritarie che fanno parte dell’impero siano tutelate. Non è, tuttavia, un irredentista.

Durante la guerra è costretto a sospendere il giornale per non pubblicare la condanna dell’Italia che è entrata in guerra con la Triplice Intesa.

Dopo la guerra, quando il Trentino è diventato italiano, De Gasperi torna a fare il giornalista e lotta affinché  l’autonomia della sua terra venga salvaguardata. Con l’avvento del fascismo, però, le autonomie del Trentino avranno poca vita.

Diventa esponente del Partito Popolare di Don Sturzo. Purtroppo, questo partito sottovaluta Mussolini e il Fascismo e alcuni parlamentari accettano di far parte del governo formato da Mussolini su incarico del re. Il loro intento è di contenerlo. Purtroppo, non ci riusciranno.

-Well done, Angela! Sei stata rapidissima e veramente efficace. GRAZIE!!!

UTE: Leonardo – Gandhi.

Oggi la nostra docente Manuela Beretta ci ha accompagnato con sapienza dentro al mondo di Leonardo da Vinci e in particolare dentro la sua opera più famosa: l’Ultima Cena, custodita nel refettorio annesso alla basilica di S. Maria delle Grazie a Milano.

Leonardo arriva a Milano all’età di 30 anni, già famoso, su invito di Ludovico il Moro, che, per alcuni anni però non gli commissiona nessuna opera, non avendo molta fiducia nelle sue capacità.  La sua prima opera milanese fu la “Vergine delle Rocce”, commissionatagli da una Confraternita cittadina. Nel 1494-1495 viene chiamato dai Domenicani a decorare il refettorio del loro convento  attiguo alla Chiesa di Santa Maria delle Grazie, destinata ad ospitare le tombe degli Sforza.

. In ogni refettorio domenicano erano tradizionalmente rappresentate la Crocifissione e, sul lato opposto, l’Ultima Cena: a Leonardo fu affidata quest’ultima. L’impostazione dell’opera risente certamente delle indicazioni teologiche ed iconografiche date all’artista dall’abate del convento, Vincenzo Bandello.

cenacolo-vinciano-1Nella tradizione fiorentina erano già presenti altre opere di pittori famosi sullo stesso tema, ma Leonardo è un innovatore e stravolge i canoni fino ad allora seguiti: * la scena è situata ad altezza del primo piano perchè chi aveva locali da affittare in Palestina, affittava proprio il  piano superiore, sopra la parte abitata abitualmente dai proprietari; *i personaggi non sono a grandezza naturale, ma più grandi e si pensa che Leonardo usasse proiettare le sagome dei soggetti da dipingere tramite l’accensione di lanterne; *le figure degli Apostoli sono tutte in movimento, raggruppate a tre a tre e quelli più vicini a Gesù reagiscono in modo più deciso e vivace alle  parole ” Uno di voi mi tradirà ” , mentre i più lontani pare non abbiano ben capito quello che sta accadendo; *innovativo è anche lo studio degli effetti della luce del sole su personaggi e oggetti.

Purtoppo il Cenacolo non è stato dipinto con la tecnica dell’affresco, molto resistente alle ingiurie del tempo, perchè il modo di lavorare di Leonardo mal si conciliava con le tempistiche di questa tecnica pittorica, di conseguenza già dopo 20 anni si cominciarono a vedere i primi danni. Numerosissimi furono i restauri nel corso dei secoli e solo ultimamente si è riusciti a riportare alla luce quanto di autentico resta del capolavoro di Leonardo. Quel che possiamo vedere oggi può solo darci una pallida idea dello splendore originario di quest’opera.

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La professoressa Mariella Russo ha cominciato oggi a parlarci di “Violenza e non-violenza”” partendo da uno dei personaggi più carismatici del secolo scorso: Mahatma Gandhi.

gandhiDopo alcuni cenni sui suoi primi anni di vita e sul suo precocissimo matrimonio, la nostra docente ci ha illustrato il suo percorso formativo: gli studi universitari a Londra e la conseguente occidentalizzazione, il ritorno in India e il trasferimento in Sud Africa per esercitare il suo mestiere di avvocato a difesa dei suoi connazionali schiavizzati dai coloni inglesi. Nell’esercizio della sua professione cerca sempre di comporre le controversie, nella convinzione che nessuno possiede tutta la verità e che  si deve sempre cercare di capire il punto di vista dell’altro inteso come fratello.

Da non-credente quale era sempre stato, viene molto colpito dalla lettura del Vangelo, nel quale riconosce le parole dei religiosi che la madre invitava a casa per leggere i libri sacri delle varie religioni indiane e ne dedusse che Dio ha parlato a tutti i popoli secondo le loro condizioni e secondo la loro cultura. Conoscendo il Cristianesimo (così tradito dai colonizzatori), Gandhi riscopre la religione dei suoi padri.

E’ a questo punto che si spoglia delle sue ricchezze e impone alla sua famiglia scelte molto dure, perchè ormai la sua famiglia è la comunità indiana. Quando vengono promulgate leggi razziste e discriminatorie , Gandhi non ricorre al terrorismo, come alcuni  suoi connazionali, ma propugna la necessità di una resistenza non-violenta: disobbedire  alle leggi ingiuste, accettando la prigione o i lavori forzati. Quando riesce ad ottenere un accordo col generale Smuts, Gandhi subisce un attentato, ma non denuncerà il suo assalitore, riconoscendo che questi aveva agito per ignoranza, non riuscendo a capire il valore dell’accordo raggiunto.

E’ stato un pomeriggio splendido: sono state due lezioni veramente appassionanti. La sala era gremita e, uscendo, tutti manifestavano il loro vivo apprezzamento per quanto era stato proposto alla loro attenzione.

UTE: Biblioterapia – Curia Romana

Il professor Galli (che ho potuto seguire solo in parte) ha parlato oggi del potere terapeutico della lettura ed ha citato un passo  tratto da “Sei passeggiate nei boschi narrativi” di Umberto Eco che riporto qui di seguito:

Ma passeggiare in un mondo narrativo ha la stessa funzione che riveste il gioco per un bambino. I bambini giocano, con bambole, cavallucci di legno o aquiloni, per familiarizzarsi con le leggi fisiche e con le azioni che un giorno dovranno compiere sul serio. Parimenti, leggere racconti significa fare un gioco attraverso il quale si impara a dar senso alla immensità delle cose che sono accadute e accadono e accadranno nel mondo reale. Leggendo romanzi sfuggiamo all’angoscia che ci coglie quando cerchiamo di dire qualcosa di vero sul mondo reale.

Questa è la funzione terapeutica della narrativa e la ragione per cui gli uomini, dagli inizi dell’umanità, raccontano storie. Che è poi la funzione dei miti: dar forma al disordine dell’esperienza.

La biblioterapia consiste nell’ individuare percorsi di lettura personalizzati che possano influire positivamente sia a livello psicologico che organico (malati oncologici, cardiopatici…), ma bisogna diffidare dalla lettura di manuali oggi molto di moda che illudono su facili soluzioni di problemi di salute o esistenziali….la delusione può accentuare il malessere dell’individuo. Sono da sconsigliare sempre i romanzi troppo violenti o di pseudo-erotismo che non favoriscono l’acquisizione dell’equilibrio emotivo  e sessuale. Il potere terapeutico della lettura era conosciuto anche nell’antichità, tanto che all’entrata della biblioteca di Alessandria c’era la scritta: OSPEDALE DELL’ANIMA.

Il successo del romanzo di Flaubert “Madame Bovary” ha certo indotto molte donne dell’epoca a prendere coscienza della propria condizione di prigioniere senza diritti e a mobilitarsi per rivendicare pari dignità rispetto agli uomini.  Il nostro docente, concludendo la sua bella lezione, ci ha consigliato di sottolineare i passi o le frasi che troviamo più significativi per noi; rileggendo lo stesso libro a distanza di tempo potremo capire molto del nostro percorso di vita e delle nostre scelte. Ottimo consiglio!!

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Mons. Pirovano, che ha passato 21 anni nella Segreteria di Stato in Vaticano, al servizio di tre Papi, è venuto oggi a parlarci della Curia Romana.

Presso i Romani era detta Curia il distretto amministrativo che governava una certa zona di Roma o dell’impero, ma prendeva lo stesso nome anche la sede in cui operavano i curiati (gli addetti  a questo servizio). Nel Medio Evo il termine Curia assunse il significato di corte, per cui dicendo “Curia Romana” si indicava la corte del Papa. Esistono comunque anche le curie diocesane e quelle dei vari ordini religiosi.

Ora la Curia Romana aiuta il Papa nel governo della Chiesa; essa è un complesso di molteplici organi che costituiscono l’apparato amministrativo e organizzativo della Santa Sede e della Chiesa universale. La Costituzione che ne regola il funzionamento è la “Pastor Bonus” promulgata nel 1988 da papa Giovanni Paolo II, che si rifà, apportando solo qualche aggiustamento, alla “Regimini Ecclesiae Universae” (1967) di Papa Paolo VI.

Moltissimi sono gli organi presenti in Curia, ma il più importante è certamente la Segreteria di Stato, che è attualmente diretta da card. Parolin.

Una proposta alla città.

Alla nostra UTE non basta più offrire opportunità di aggiornamento culturale e di socializzazione ai non più giovanissimi … ora fa proposte di grande interesse a tutta la cittadinanza.

Il dr. Filippi, già alto dirigente di una grande azienda multinazionale e ora docente universitario, terrà un corso di 42 ore sulle tecniche di marketing, la cui conoscenza è indispensabile per chi intende avviare un’attività economica.  Le lezioni si terranno nei giorni di martedì e giovedì dalle ore 19 alle ore 21 a partire dal 15 gennaio 2019.

Per iscrizioni e informazioni: tel. 031 3332130 – cell. 339 8158904; email: info@UTE-erba.it    volantino-corso-di-marketing

 

UTE: Europa tra presente e futuro – Le origini della vita.

Oggi, nella sua seconda lezione, il dr. Spagnuolo, ha continuato ed approfondito il discorso sulla nascita e sull’evoluzione dell’Europa unita, un percorso che conta ormai più di sessant’anni e che ha garantito al Vecchio Continente un periodo di pace unico nella sua storia.

Dalla CECA (Comunità Europea Carbone e Acciaio) che dal 1951 ha rinsaldato i rapporti di collaborazione tra stati prima spesso nemici e ha contribuito alla reindustrializzazione dell’Europa post-bellica. La CECA si estingue nel 2002, perchè superata dai nuovi trattati.

Con il trattato di Roma del 1956 nasce la CEE (Comunità Economica Europea) con la quale i 6 paesi aderenti (Italia, Francia, Germania, Belgio, Olanda e Lussemburgo) abolivano i dazi doganali, ponevano le basi per una politica agricola comune  e istituivano un fondo per sostenere le aziende in crisi. Nel 1957 nasce l’EURATOM, il trattato col quale i paesi aderenti si impegnano ad un uso pacifico dell’energia atomica.

Nel 1973 ai 6 paesi fondatori si uniscono Danimarca, Gran Bretagna (dopo un referendum) e Irlanda e viene così istituita la CE (Comunità Europea), che  può influire sulle vite di 253milioni di abitanti. A questo punto c’è già un Parlamento Europeo, formato da eletti negli organi rappresentativi dei singoli paesi. Le prime votazioni europee si tengono nel 1979; due anni dopo anche Spagna, Portogallo e Grecia si uniscono alla CE;  la Germania dell’Est entrerà nella Comunità solo dopo l’unificazione con la Repubblica Federale Tedesca nel 1991.

Una tappa importantissima è costituita da trattato di Maastricht del 1992 e dal trattato di Schengen, col qiula si concorda la libera circolazione di uomini e merci all’interno della UE (Unione Europea); altro punto importante è la fissazione dei limiti per i deficit dei singoli stati. (Di Maio e Salvini siete in ascolto?).

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Nella cartina figura ancora la GB … ancora per quanto?

Nel 2007 l’UE si estende ai paesi dell’Europa Orientale e l’Unione conta così 28 stati (oggi 27 dopo la Brexit). Lungi dall’essere compiuta, l’UE sta attraversando un periodo cruciale e solo se i politici di oggi avranno saggezza e lungimiranza potrà essere portato avanti un progetto di pacifica convivenza nell’interesse di tutti i cittadini europei e di ogni singolo stato.

Sarà interessante seguire le prossime lezioni su questo argomento che ha tanti agganci con l’attualità: grazie, dr. Spagnuolo!

 

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Tutti ricordiamo la definizione di essere vivente che abbiamo studiato sui testi scolastici: l’essere  vivente nasce, cresce, si riproduce e muore….. ma oggi il dr. Sassi ci ha messo in crisi: questa definizione non regge, non è sufficiente….forse è più giusto dire che è un essere vivente quello che presenta parti destinate a funzioni ben precise e diverse tra loro.

Anche un computer o un astronave sono formati da parti diverse con diverse funzioni, ma non sono esseri viventi …..il più piccolo degli insetti (una formica, ad esempio) ha una struttura molto più complessa …è un laboratorio estremamente sofisticato di reazioni chimiche.

Chi attribuisce le origini della vita al caso è certamente in errore e se questa convinzione portava fino a due secoli fa ad un’ unica conclusione  – esiste un Dio Creatore – con Darwin si è affacciata un’alternativa che vede nei meccanismi dell’evoluzione una possibile spiegazione delle origini della vita sulla Terra e le sue differenziazioni.

Un tempo si pensava che taluni esseri viventi si generassero spontaneamente, così dalla carne si diceva nasces

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L’esperimento di Psteur sulla presenza dei batteri nell’aria

sero i vermi e dal grano i topi…. Fu Il Pasteur a dimostrare scientificamente che un essere vivente può nascere solo da un altro essere vivente.

Alla base di tutte le forme di vita c’è il carbonio  con le sue infinite possibilità di aggregazione.

Una lezione questa che ha visto coinvolti tutti i presenti in un dialogo continuo col nostro valentissimo docente.

 

Ute: Europa tra presente e futuro-Cervello fino …fino a quando?

Il processo di integrazione europea ha ormai una lunga storia, che ha visto i suoi albori con il documento di Ventotene, isola di fronte alle coste laziali, in cui il governo fascista confinava tutti gli oppositori.

Alla fine del secondo conflitto mondiale, i Padri Costituenti inserirono nella nostra Carta Costituzionale, agli articoli 10 e 11, l’istanza di organi internazionali che potessero farsi garanti e custodi della pace e il diritto di asilo per chi non può esercitare la sua libertà nel paese in cui abita.

In Francia inoltre si sente la necessità di stringere rapporti di collaborazione con la Germania, ricca di carbone per rifornire le proprie industrie e questo porta a pensare a un’unione di Stati europei non più in competizione tra loro, ma collaboranti per il benessere di tutti. E’ del 1950 la dichiarazione di Schumann, cui seguì nell’anno seguente l’istituzione della C.E.C.A. (Comunita’ Europea Carbone e acciaio) cui aderisce anche l’Italia insieme con Belgio, Olanda e Lussemburgo (oltre naturalmente a Francia e Germania).

Nel 1956 si arriva alla firma del trattato di Roma che sancisce la nascita della CEE (Comunità Economica Europea) e nel 1957 gli Stati aderenti firmano un trattato per l’utilizzo pacifico dell’energia atomica (EURATOM).

Qui si è conclusa la prima delle sei lezioni che il dr. Spagnuolo terrà sul tema “Europa”, lezioni quanto mai opportune in vista delle elezioni europee e, a giudicare dall’applauso finale della sala al completo, tutti hanno apprezzato molto la chiara ed esauriente (come sempre) esposizione del nostro apprezzatissimo docente.

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Il cervello, come il giadiniere, pota i rami secchi
Il cervello, come il giadiniere, pota i rami secchi

Il dr. Lissoni  ha continuato a parlarci del cervello, della sua mirabile struttura e delle sue strabilianti capacità. E’ stato consolante sapere che il cervello si modifica in continuazione ad ogni nostra nuova esperienza cognitiva o sensoriale e che continua a rigenerarsi, anche se a ritmi più lenti che nell’età evolutiva, anche nell’età adulta, anche dopo i 70 anni. E’ vero poi che il cervello elimina ciò che non utilizziamo (si dimenticano le cose fatte una volta e poi tralasciate) e a questo proposito ha menzionato il detto inglese: USE IT OR LOSE IT (usalo o lo perdi).  Da ciò consegue la necessità di fornire sempre nuovi stimoli al nostro cervello sia di tipo cognitivo (continuare ad imparare) sia aiutandolo a restare in forma col movimento regolare: camminare, nuotare, andare in bici…

Anche questa lezione è stata molto gradita e apprezzata da tutti per la capacità del nostro docente di rendere semplici anche le cose difficili: è stato un bel pomeriggio !!