I Magi a S. Bernardino.

Ieri nella parrocchia di Arcellasco si è rinnovata un rito che ha le sue radici nel presepe vivente di alcuni anni fa: la processione che porta i Magi e i personaggi del presepe nelle chiesette delle frazioni di Bindella e  Campolongo per arrivare a S. Bernardino.

Aprivano il corteo i Magi, seguiti da Giuseppe e Maria col Bambino (che era in realtà una bambina appena battezzata) da due angioletti e da alcuni pastorelli; seguivano i fedeli. Il corteo si è ingrossato via via lungo il cammino.

La bimba che impersonava Gesù Bambino è stata bravissima lungo tutto il percorso, ma una volta arrivata alla meta ha fatto sentire energicamente esigenze.

Ecco nella foto i personaggi del corteo sullo sfondo prestigioso degli affreschi dell’ antica chiesetta.

presepe 2024

Film: Ferrari.

Sono andata con mio nipote Davide a vedere il film che racconta un momento cruciale della vita di Enzo Ferrari e della sua impresa.

E’ così che ho saputo di come questo geniale imprenditore avesse una doppia vita: era infatti sposato con  Laura (interpretata da Penelope Cruz) sua socia nell’azienda di famiglia, ma aveva da molti anni una relazione con Lina, dalla quale aveva avuto anche un figlio, non riconosciuto proprio per non rendere ufficiale questa relazione. I rapporti con la moglie erano molto tesi e certamente erano stati compromessi anche dalla morte del figlio Dino affetto da distrofia.

L’ossessione per le corse e per la velocità, faceva mettere in sottordine anche la vita stessa dei piloti e nel film viene ricordato Castellotti, morto durante una sessione di prove in cui si doveva battere il record stabilito da una macchina Maserati.

Gran parte del film viene poi dedicato all’ultima Mille Miglia: la strage di spettatori ai bordi della strada, causata dallo sbandamento di una “ferrari” fa capire a tutti l’assurdità di consentire gare di velocità su strade normali.

La vittoria in questa gara consentirà a Ferrari di poter trattare in condizioni migliori un accordo con possibili finanziatori.

Questo film mi ha dato l’occasione per ritrovare volti, nomi e avvenimenti che ricordavo, ma mio nipote si è molto annoiato: troppe sequenze di gara!!

Cattedrali del silenzio.

Mi hanno particolarmente colpito le parole che seguono, pronunciate da Papa Francesco nel primo Angelus del 2024, prendendo spunto da una poesia di D. M. Turoldo:

“Vergine, cattedrale del Silenzio / tu porti la nostra carne in paradiso / e Dio nella carne”. “Ma anche le nostre mamme, con la loro cura nascosta, con la loro premura, sono spesso magnifiche cattedrali del silenzio”, ha attualizzato Francesco: “Ci mettono al mondo e poi continuano a seguirci, tante volte inosservate, perché noi possiamo crescere. Ricordiamoci questo: l’amore non soffoca mai, l’amore fa spazio all’altro e lo fa crescere”.

Quante volte una mamma ritiene più importante tacere che parlare!! Le parole in certi casi possono ferire, creare divisioni, allontanare, lacerare rapporti fragili e allora meglio tacere e affidare a Chi tutto può le proprie pene, i timori laceranti e credere fermamente che tutto, un giorno, avrà un senso.

Grande, Papa Francesco!!!

 

Era un 1 gennaio…

Non so perché certi ricordi rimangano impressi nella mente anche se non sono legati a eventi di particolare interesse.

Ricordo che nevicava da parecchie ore; c’era tanta neve a ricoprire il cortile e continuava a nevicare abbondantemente: sarebbe stato inutile cominciare a spalare e mio padre era in casa a godersi il caldo della stufa accesa da mia madre di buonora…

Era mattina e a un certo punto arrivò un collega di mio padre (erano entrambi venditori ambulanti) avvolto nel suo tabarro carico di fiocchi di neve.  Mio padre lo accolse festosamente e lo invitò a entrare nella stanza che faceva da cucina e da soggiorno. Si sedettero al tavolo accanto alla stufa e lì sorseggiarono un bicchierino di vermouth o di grappa discorrendo quietamente di problemi di lavoro non senza intervallare i loro discorsi con battute di spirito e risate allegre. Io intanto stavo incollata alla finestra a vedere la neve che cadeva quieta e silenziosa.

Poi non ricordo altro. Eppure quell’immagine di due vecchi amici in serena compagnia mi ritorna alla mente ogni anno nel primo giorno di gennaio.  Forse quella è stata  la prima volta che mi rendevo conto che quel giorno segnava l’inizio di un nuovo anno e tutto quello che accadeva assumeva per me un carattere di straordinarietà.

Buon anno!

E siamo di nuovo qui ad augurarci che l’anno che sta per finire si porti via tutte le tristezze che ci ha regalato e che l’anno che inizierà tra poche ore sia foriero di cose belle e buone per noi e per coloro che amiamo… ma sappiamo che non sarà così.

Ogni anno porta con sè il suo carico di affanni, di tribolazioni e (per fortuna) anche tanti momenti di ordinaria quotidianità, che, a questo punto della vita, possiamo identificare con la felicità.

E’ bello svegliarsi la mattina ritrovando i soliti doloretti, sentire il campanile che batte le ore, mentre i rumori del traffico provengono dalla strada vicina. E’ bello gustare un buon caffé (anche se decaffeinato), trovare qualche messaggio di saluto sul cellulare inviato da chi si ricorda di noi. E’ bello pensare a come riempire la giornata che sta cominciando con gesti di amicizia, con incontri piacevoli, con cose da scoprire e da imparare.

immagini-di-auguri-di-buon-anno-680x1024Se il nuovo anno ci riserverà tanti giorni così, sarà un buon anno e potremo perdonargli  qualche immancabile caduta di stile.

Buon anno a tutti!

P.S. Spero specialmente che questo anno convinca i paesi in guerra a trovare la via del dialogo per dare finalmente ai loro popoli la possibilità di vivere una vita dignitosa .

Letture: Le farfalle di Sarajevo (Priscilla Morris)

Sto leggendo il libro citato nel titolo. Racconta di Zora, insegnante  all’università e pittrice, che vive la tragedia della sua città.

Nelle prime pagine viene descritta la bellezza e la dolcezza del vivere a Sarajevo, una città da sempre multietnica e citata come esempio di pacifica convivenza tra etnie di diversa lingua, cultura e religione. Ma ecco che compaiono dei segni inquietanti, a cui gli abitanti dei vari quartieri non danno il giusto peso: di notte, squadracce di giovinastri mascherati saccheggiano gli appartamenti vuoti e con le masserizie accatastate costruiscono barricate a dividere i  diversi .quartieri. Ogni tanto spuntano inspiegabilmente dei posti di blocco .  Nessuno però vuole credere che si possa arrivare a una guerra: è assurdo, perchè  in città sono sempre vissuti gomito a gomito serbi, croati, musulmani…

Zora ha mandato in Inghilterra, da sua figlia,  il marito e la madre malferma in salute. Lei è rimasta per non interrompere i suoi corsi all’università ed ecco scoppiano i primi scontri …

(copio dal libro)

“Senta, professoressa, ha trenta minuti, Prenda tutto quello che può”( le dice il custode del palazzo  in cui si trova il suo studio) … “Dopo oggi non potrà più tornare qui” ….

Guardando fuori dalla finestra vede, su un tetto più in basso, un cecchino allungato dietro i sacchi di sabbia, col fucile puntato su un incrocio  … apre le borse e ci butta dentro tutto quello che può. …E’ appena passato mezzogiorno. Zora si ritrova in piedi sul marciapiede con una sacca pesante sulle spalle e in  ogni mano una borsa di plastica piena di materiale per dipingere. Sulle tempie le spuntano perle umide, ma non può alzare le mani per asciugarle.

Proprio in quel momento un’esplosione spaventosa scuote la strada. Le si piegano le ginocchia. L’aria si increspa quasi fosse di garza. Zora resta immobile per un secondo – abbastanza per avvertire la scossa di un’altra granata che cade a poca distanza – e poi si mette a correre. Corre come non ha fatto più da quand’era bambina. A perdifiato, con il cuore in tumulto.  …

C’è un rumore continuo di muri che crollano e vetri che s’infrangono. Le fiamme divampano da una fila di macchine parcheggiate sulla riva opposta (del fiume), Zora si lascia sfuggire un grido. Nubi di fumo si dividono svelando che un tram è stato spezzato in due: il tetto accartocciato e l’interno annerito, pezzi di metallo che sporgono come ossa spezzate…”

Chissà quante donne, quanti uomini, quanti bambini stanno vivendo anche in questo momento lo stesso terrore!!

 

 

 

Si può essere felici a Natale?

Mai come quest’anno sento il contrasto doloroso (stavo per dire scandaloso) tra il Natale di casa nostra con la sovrabbondanza di luci, di dolci, di cibo, di traffico e il Natale di chi vive sotto le bombe, senza casa, al freddo, al buio,  senza cibo e senza acqua e con il sottofondo tragico dei crolli, degli scoppi…del pianto dei bambini terrorizzati e delle madri che perdono i loro figli.

Ci si sente così impotenti, così piccoli di fronte a un’ingiustizia tanto inaccettabile … e si può solo pregare cercando, nel contempo, di fare qualcosa di concreto. Caritas Ambrosiana ha in attuazione un progetto destinato a una comunità cristiana di Gerusalemme che cerca di portare aiuto a quella popolazione. I nostri contributi personali di gente comune sono solo piccole gocce, ma insieme possiamo portare un po’ di sollievo a chi è meno fortunato di noi.

Sarà un modo per poter godere più serenamente della gioia del Natale.

 

UTE: L’evoluzione dell’Homo Sapiens- La Cina e la regione dello Xinjiang.

Si deve a Linneo e a Darwin un nuovo modo di considerare l’uomo, cioè ritenendolo una parte del mondo naturale che lo circonda.

In particolare a Linneo si deve la catalogazione di tutti le specie viventi utilizzando un metodo seguito ancora oggi e  dando loro una denominazione binaria (cioè due nomi ispirati al latino); a Darwin invece si deve la teoria dell’evoluzione dei viventi.

Fino a poco tempo fa si era soliti rappresentare l’evoluzione della specie umana con immagini che davano l’ida di un suo andamento rettilineo, unidirezionale, ma recentemente la rappresentazione più accettata è molto più complessa tanto da richiamare l’idea di un grosso cespuglio con tante  ramificazioni di specie ormai scomparse.

Ogni essere vivente è la versione finale di una serie di modificazioni conseguenti ai cambiamenti dell’ambiente.  Esistono esseri viventi capaci di sopravvivere in condizioni ambientali estreme, che sarebbero proibitive per la vita umana.

Una delle teorie di Darwin afferma che tutte le specie derivano da un antenato comune; dobbiamo risalire a 6milioni di anni fa per trovare l’antenato comune tra l’homo sapiens e lo scimpanzè (col quale abbiamo in comune il 99% del DNA). Da quel momento in poi si sono succedute varie specie di hominini che si sono estinte. La comparsa dell’Homo Erectus (bipede) è databile tra 1,8 milioni e 2000mila anni fa, mentre l’Homo Sapiens compare circa 150mila anni fa (in terra africana e poi in Europa). Sempre interessanti e stimolanti le lezioni del dr. Sassi

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LA Cina e la regione dello Xinjiang  – Il relatore di oggi è il giornalista di viaggi Montaro, che ha visitato a lungo la Cina e in particolare la regione dello Xinjiang (termine che significa Nuova Frontiera).  Essa si trova all’estremo nord-ovest della Cina al confine con Pakistan, India, Russia, Mongolia, Afghanistan, Kazakistan e altre repubbliche ex-sovietiche. Questa regione (oggi autonoma) è diventata cinese solo nel secolo XVIII ed è abitata per la metà da Uiguri, popolazione turcofona e musulmana, la popolazione restante è costituita da musulmani provenienti dai paesi confinanti. La densità della popolazione è bassissima anche perchè il suo territorio è in gran parte occupato dalle montagne più alte del mondo e da deserti.

Gli Uiguri hanno a più riprese manifestato tendenze indipendentiste e per questo oggi sono soggetti a vere persecuzioni da parte del governo cinese, che con il pretesto di modernizzare i centri abitati, abbatte le case dei residenti costringendoli a trasferirsi altrove, incoraggia l’immigrazione in questa regione di cinesi di etnia han, rinchiude in “centri di rieducazione” gli Uiguri e i piccoli delinquenti. Il controllo della popolazione è pesante e si avvale delle tecnologie più avanzate (es: il riconoscimento facciale).

Lo Xinjiang è sempre stato un territorio di importanza strategica per i commerci tra est e ovest e tra nord e sud e tale resta ancora oggi, infatti la “Nuova Via della Seta” è un insieme di vie di comunicazione che congiunge lo Xinjiang con un porto del Pakistan. Ne fa parte la strada più elevata al mondo.

La Cina è un mondo dalle diverse sfaccettature e il nostro docente ce ne ha fatto conoscere una tra le tante.