A Oropa.

Come nasce nella notte dei tempi il culto religioso in un luogo particolare? Forse non è dato saperlo sempre, ma nel caso di Oropa lo si può affermare con buone probabilità di essere nel giusto.

Una grande radura in mezzo ai boschi, circondata da tre lati dalle  montagne e, in mezzo, un grosso masso erratico … venuto chissà da dove, trasportato fin lì da chissà quale forza sovrumana… Per gli antichi Celti, primi  abitatori   di quella zona, era inevitabile attribuire  poteri soprannaturali (si riteneva che favorisse la fertilità) a quel masso e  considerare sacro il luogo in cui si trovava.

E’ in questo contesto  culturale che S. Eusebio, nel IV secolo d.C., si trova ad operare e allora cosa fa? Dice agli abitanti di quelle valli: è vero quel luogo è certamente un luogo sacro, dove è più facile sentire la presenza di Dio, ma lo dedicheremo non a qualche divinità pagana, ma alla madre di Dio.

OropoaNel corso dei secoli questo culto mariano non si è mai spento e ne sono testimonianza gli innumerevoli ex-voto esposti nei corridoi del complesso di Oropa, che ha usufruito anche della protezione e dell’attenzione dei regnanti di Casa Savoia, oltre che della generosità dei fedeli del biellese che si sentivano protetti dalla Madonna cui avevano dedicato una chiesa, meta di pellegrini e di processioni dai paesi vicini.

Ora il complesso del santuario è veramente grandioso e alla chiesa antica se ne è aggiunta una più recente poco più a monte. E’ rimasta l’originaria vocazione all’accoglienza dei pellegrini, infatti sono disponibili 700 posti letto e, cosa che rende particolare questo santuario, è ancora del tutto isolato e non è assediato da negozi e chioschi che vendono souvenir, come succede fin troppo spesso.

UTE: Si parte …col botto!

IMG20231003165706Oggi alle 15 i soci dell’Università della Terza Età di Erba si sono ritrovati nella cappella di Casa Prina per la celebrazione della tradizionale messa di apertura dell’Anno Accademico, concelebrata da don Ivano Colombo e da Don Raffaele Finardi. Le letture erano incentrate sulla ricerca della Sapienza (Siracide) e sul dovere della testimonianza appassionata.

IMG20231003162125Il pomeriggio è continuato poi in una Sala Isacchi piena di tanti volti conosciuti e tantissimi altri invece di nuovi aspiranti soci; a portare il loro saluto sono venuti anche l’assessore comunale alla cultura, Anna Proserpio, e l’assessore regionale alla ricerca e all’università, Alessandro Fermi.

Dopo i rituali saluti delle autorità, che hanno elogiato la nostra UTE e il nostro Presidente, Don Ivano, con la solita abilità oratoria da cui traspare la sua vastissima cultura, ha intrattenuto i presenti sul ruolo delle Università della Terza Età: mantenere vivo in ognuno di noi la curiosità, la passione e l’impegno per scoprire sempre qualcosa di nuovo per contribuire a rendere un po’ migliore il mondo che ci circonda.

E’ un obiettivo ambizioso, ma sono certa che; come dice la canzone: Noi ce la faremo!

Strisce blu: malumore.

Era stato annunciato: parte dei parcheggi dietro l’ex tribunale di Erba diventeranno blu, cioè a pagamento.

Con un po’ di ritardo rispetto a quanto detto nell’articolo, le strisce del parcheggio in questione hanno cambiato colore ed è stata sistemata la colonnina per il pagamento della sosta.

Certamente, come si dice nell’articolo, quei parcheggi faranno guadagnare l’amministrazione comunale, visto l’andirivieni nei vari uffici ospitati nel complesso dell’ex-tribunale, ma è anche certo che la cosa sta creando molti malumori.  Nel vicino salone dell’oratorio di S. Maurizio vengono ospitati numerosi corsi di ginnastica, i cui frequentatori usufruivano di quel parcheggio: ora si vedranno costretti a pagare, oltre al costo del corso, anche la sosta. Molti sono anziani e per loro fare ginnastica non è un capriccio, ma necessità per mantenere la funzionalità di muscoli e articolazioni  e il  malumore suscitato da questo provvedimento è diffuso.

 

Poesia: Ottobre ( V. Cardarelli)

Un tempo, era d’estate,

era a quel fuoco, a quegli ardori,

che si svegliava la mia fantasia.

nclino adesso all’autunno

dal colore chIe inebria,

amo la stanca stagione

che ha già vendemmiato.

Niente più mi somiglia,

nulla più mi consola,

di quest’aria che odora

di mosto e di vino,

di questo vecchio sole ottobrino

che splende sulla vigne saccheggiate.

Sole d’autunno inatteso,

che splendi come in un di là,

con tenera perdizione

e vagabonda felicità,

tu ci trovi fiaccati,

vòlti al peggio e la morte nell’anima.

Ecco perché ci piaci,

vago sole superstite

che non sai dirci addio,

sole che rivediamo,

col tuo giungere ogni mattina

come un nuovo miracolo,

tanto più bello quanto più t’inoltri

e sei lì per spirare.

E di queste incredibili giornate

vai componendo la tua stagione

ch’è tutta una dolcissima agonia.

(Da “Il sole a picco”, L’Italiano, Bologna 1929)

Forse è così per tutti: con l’avanzare dell’età non amiamo più gli eccessi dell’estate: il sole cocente, le giornate interminabili, la smania di andare via…

L’autunno meglio si adatta a quel velo di malinconia che si coglie negli occhi di chi non è più giovane e gode del dolce sole d’ottobre che riappare ogni mattina, come un miracolo che si ripete inaspettatamente.

Cose su cui riflettere…

In questi giorni diversi avvenimenti mi hanno portato a riflettere.

Ad esempio mi ha colpito la visita di Papa Bergoglio nella camera ardente allestita per l’ex-presidente Napolitano. Ricordo i tempi in cui si andava avanti per via di scomuniche ai “comunisti mangia bambini”, poi fortunatamente Papa Roncalli aveva cambiato tono, dicendo che era da condannare la teoria ma che bisognava trattare con carità chi la seguiva, però non avevo mai visto un Pontefice uscire dal Vaticano per rendere omaggio a un ex-presidente per di più comunista da sempre.

E’ un segno che i tempi sono cambiati, che si privilegiano il rispetto e il dialogo e si riconosce il valore della persona al di là del suo credo: Bergoglio e Napolitano erano amici pur nella loro diversità.

Un altro evento che mi ha dato da pensare è stata la notizia della morte di Messina Denaro, non tanto per la notizia in sé, che del resto era prevista, ma per il modo in cui è stata trattata dalla stampa: a mio avviso quella notizia avrebbe meritato al massimo un trafiletto in fondo alla pagina di cronaca, invece ad ogni notiziario venivano dedicati a questo pluriomicida lunghi servizi con dovizia di particolari: la cosa mi ha infastidito. Certo il giudizio ultimo non spetta certo a me, ma tanto clamore rischia di far sembrare degno di menzione un uomo che ha fatto del crimine la sua regola di vita…

Non so poi a chi possa far piacere la notizia che se un clandestino ha cinquemila euro da versare allo stato allora può evitare di stare 18 mesi (!!!) in un carcere da innocente …

Film: Jeanne du Barry.

Se amate i film che ricostruiscono un momento storico con apprezzabile fedeltà, amerete il film “Jeanne du Barry”.

jeanne du BarryLa pellicola racconta la storia di Jeanne,  ragazza poverissima, ma intelligente e istruita, che riesce ad arrivare alla corte di Luigi XV e a diventare la sua favorita .

Molte scene del film sono state girate nel Castello di Versailles e colpiscono per lo splendore degli ambienti e per la ricchezza dei costumi. La protagonista è interpretata da Maiwenn, che è anche la regista; nel film si sottolinea l’anticonformismo di Jeanne, che ama la cultura e le arti (in un’epoca in cui alle donne non si riconosceva il diritto all’istruzione) e che non ha paura di stravolgere le stantie consuetudini della corte parigina.

Nel ruolo di Luigi XV si può ammirare un  bravissimo Johnny Depp, che non ha più lo smalto dei vent’anni, ma mantiene un indubbio fascino e sa interpretare in modo credibile un sovrano ormai attempato che vede nella sua favorita un soffio di autenticità in un mondo che lo opprime con la sua ipocrisia.

Mi ha colpito il fatto che la corte e i familiari del re ritenevano un intollerabile scandalo la presenza di Jeanne a corte accanto al sovrano, perché la giovane donna non era nobile e non era sposata, per questo Luigi XV costringe il conte Du Barry a sposare Jeanne, che così acquisisce il titolo nobiliare e lo status di “donna perbene”: ora sì che può comparire al fianco del re come sua favorita ufficiale!!!

Insomma è stato un piacere seguire le vicende narrate nel film e, alla fine, non è mancato un momento di commozione.

Poesie: Autunno – Il ritorno del sole – (A. Rossini)

Autunno
Cupo il cielo stamattina,
fredda l’ aria settembrina,
trema l’ erba di quel prato
che oggi il sole ha abbandonato.
Più non sento gli uccellini:
son nascosti poverini
ed aspettano il tepore
che rallegra un poco il cuore.
Triste un’ ape vola piano,
è venuta da lontano
per posarsi su quel fiore
che conserva il suo colore.
Soffia lieve ancor la brezza
che una nuvola accarezza
e l’ azzurro ora compare:
sembra tutto illuminare!

Il ritorno del sole

Spiove……ed ecco un raggio
che si insinua birichino
fra le nubi di passaggio
ed illumina il mattino.
Sulle foglie ancor bagnate
di quell’ acero un po’ stanco
mille gemme colorate
brillan sotto un cielo bianco.
Fra i rami un uccellino
ora inizia a cinguettare,
ama il caldo del mattino
che la pioggia fa scordare.
Nulla dura mai in eterno,
torna e splende sempre il sole
e, se arriverà l’ inverno,
non scordar queste parole.

Ecco due piacevolissime poesie di una persona a me molto cara che si firma con lo pseudonimo di Andrea Rossini.

E’ veramente straordinaria la sua facilità di creare immagini,  ritmi e cadenze di grande musicalità, ispirandosi alle cose semplici che vede attorno a sé. Grazie, Andrea, per avermi fatto dono di queste tue poesie deliziose.